TORINO, 30 LUG – Piu' di due mesi di tensioni, preoccupazioni e paure hanno preceduto il corteo con il quale oggi migliaia di persone hanno detto 'no' alla costruzione della ferrovia ad alta velocita' Torino-Lione in Val Susa.
Ci sono state assalti al cantiere, sassaiole, lanci di petardi, biglie e altri oggetti contro le forze dell'ordine che hanno risposto con getti di acqua degli idranti e lacrimogeni. I feriti, fra i dimostranti e le forze dell'ordine, sono piu' di 300, nessuno grave.
Queste le tappe delle proteste:
15 maggio – I No Tav occupano l'area alla Maddalena di Chiomonte dove dovrebbe sorgere il cantiere del tunnel geognostico propedeutico alla realizzazione della ferrovia. Realizzano una sorta di 'fortino' e danno vita a un presidio che chiamano la ''Libera Repubblica della Maddalena''.
23 maggio – Poco prima dell'alba gli operai della ditte incaricate di installare il cantiere, scortati dalle forze dell'ordine, cercano di entrare nell'area. Vengono accolti da fitte sassaiole e si rifugiano nella vicina galleria dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Poi rinunciano.
27 maggio – Alla Maddalena Polizia e Carabinieri arrivano in forze (si stima duemila uomini). Con le ruspe, abbattono le barriere che i No Tav hanno realizzato per impedire l'accesso all'area. Smantellano il 'fortino' e consegnano l'area alle ditte. Nei disordini ci sono decine di feriti. Polizia e Carabinieri cominciano a presidiare l'area giorno e notte.
3 luglio – I No Tav circondano e tentano di 'riprendersi' l'area del cantiere. I disordini si protraggono per ore, con oltre 200 feriti fra manifestanti e forze dell'ordine. Il blitz viene respinto, ma le notti seguenti i No Tav cominciano a dar vita a rumorose 'azioni di disturbo'.
25 luglio – Gruppi di manifestanti raggiungono le recinzioni del cantiere e lanciano pietre, bulloni, petardi e fuochi d'artificio contro la Polizia. Ancora feriti.
27 luglio – Nuovo attacco al cantiere, da due fronti diversi. I manifestanti agganciano un arpione alla rete e tentano i scardinarla. La Polizia li respinge e taglia il cavo dell'arpione. Dopo due ore di 'guerriglia', si contano sei feriti.
