
ROMA – Taxi vietato agli italiani: se non sei un turista straniero (leggi: pollo da spennare) su quella macchina non ci sali. Succede la sera nel pieno centro di Roma, nella piazza di Campo de’ Fiori, nota per la concentrazione di locali notturni, una meta per i ragazzi che hanno voglia di bere fino a tardi.
Proprio a quell’ora, racconta Elena Panarella sul Messaggero, si viene a creare una fermata abusiva di taxi. È gestita da gruppi di tassisti che hanno il solo obiettivo di accalappiare stranieri, magari troppo ubriachi per controllare il tassametro. E così succede che gli italiani si vedono privati di un servizio che dovrebbe essere pubblico.
Campo de’ Fiori, sono quasi le due di notte. I locali sulla piazza stanno abbassando le saracinesche, mentre gruppi di turisti e studenti (americani) sciamano via ubriachi e rumorosi alla ricerca di un mezzo per rientrare in albergo o a casa. Alcuni tassisti da tempo hanno improvvisato una fermata non autorizzata tra i banchi dei fiorai e l’edicola pronti ogni sera a “catturare” lo straniero di turno.
«Da tempo ormai c’è una sorta di rotazione autogestita per occupare quello spazio dopo una certa ora – si sfoga Giovanni Frati, che vive in via dei Baullari – in attesa di caricare il solito turista pollo da spennare». «Mentre i romani, anzi italiani, che vogliono salire su un’auto bianca vengono spediti al posteggio regolare di largo Argentina – racconta – Oppure ti senti dire: no ho terminato la corsa. Sto aspettando dei clienti. Insomma si inventano le scuse più improbabili e con una meticolosa precisione ti indicano dove andare a prenderne uno nel posteggio più vicino. Peccato però che dopo pochi minuti, sotto i tuoi occhi fanno salire il solito gruppetto di stranieri uscito poco prima da un ristorante sulla piazza». E aggiunge: «A me è capitato già due volte, stessa cosa ad alcuni miei amici che dopo aver discusso per non averli fatti salire, hanno osservato e fotografato tutti i loro movimenti. È la solita storia all’italiana. Ma non si possono piazzare dove vogliono e permettersi pure di scegliere il cliente, fanno un servizio pubblico, devono rispettare le regole».
E non si parla solo di abusivi. Alla lista dei furbetti non sfuggono nemmeno i tassisti regolari, quelli muniti di licenza e auto bianca. Quelli che quando caricano un turista fanno la cresta sul prezzo della corsa, ignorano le tariffe fisse o trattengono (autonomamente) la mancia dal resto. Recentemente ha fatto discutere la vicenda del tassista che alla stazione Termini ha minacciato un collega con una scimitarra per prendersi la sua corsa. Il tutto davanti allo sguardo atterrito di clienti e turisti.
«È una piccola parte che purtroppo non opera correttamente, ma noi chiediamo all’amministrazione di debellare l’abusivismo a 360 gradi, all’interno e all’esterno della nostra categoria. Anche perché il danno d’immagine sarebbe troppo violento per noi tassisti». Gli abusivi truffano i turisti e ne minacciano la sicurezza. Ma fanno anche concorrenza sleale «a tutti quei lavoratori onesti che rispettano le regole».
