ROMA, 11 OTT – Dubbi sul fatto che l'infermiera malata di Tbc del Policlinico Gemelli di Roma possa essere stata l'unica effettiva fonte di contagio per i neonati del reparto maternita' dello stesso nosocomio risultati positivi ai test di riferimento. Ad esprimere perplessita' sono vari esperti in uno studio che esamina nel dettaglio il caso del Policlinico romano. Lo studio, pubblicato da pochi giorni sulla rivista online www.eurosurveillance.org, ha come primo firmatario Piero Borgia, dell'Agenzia di sanita' pubblica Regione Lazio (Laziosanita').
Su 1.738 neonati definiti 'esposti' sono stati dunque effettuati i test per la tbc. Sulla base dei risultati preliminari su 1.343 bambini, l'8,8% di essi, pari a 118, e' risultato positivo. Il test, si sottolinea nello studio, ''mostra positivita' in bambini in tutto l'arco dei 7 mesi per cui e' stata definita possibile l'esposizione. Non ci sono particolari concentrazioni di positivi in periodi specifici e c'e' una discreta frequenza di positivi a gennaio, periodo ritenuto a rischio estremamente basso. Se si ammette come unica fonte di contagio l'infermiera, e ad oggi non vi sono indicazioni contrarie a questa ipotesi, appare improbabile – sottolineano gli esperti – che sia stata cospicuamente bacillifera cosi' a lungo''.
