ROMA, 21 GIU – ''Occupiamo un teatro in ogni citta'. E' dal contagio che puo' nascere una rivolta culturale''. E' l'appello lanciato dai lavoratori dello spettacolo che da martedi' scorso occupano il Teatro Valle di Roma, secondo loro a rischio di chiusura.
''A dicembre – si legge nel loro comunicato -, dopo gli ennesimi tagli alla cultura, le istituzioni hanno perso ogni credibilita'. Per eta', per percorsi professionali, per pratiche politiche sentiamo che nessuno ci rappresenta. E' necessaria un'assunzione di responsabilita' da parte di tutti noi. I diritti non si chiedono, si conquistano''.
''Il 14 dicembre – proseguono gli occupanti – siamo scesi in piazza come lavoratrici e lavoratori dello spettacolo a fianco di studenti, ricercatori e precari. Dopo sei mesi di pratiche di lotta e di percorsi condivisi, il 14 giugno abbiamo occupato il Teatro Valle di Roma. Per noi non e' solo uno spazio prezioso da salvare, ma un simbolo dello stato dell'arte in Italia. Nell'anno zero della cultura denunciamo l'emergenza del nostro paese''.
''In questi giorni il Valle occupato e' un cantiere aperto. Ripartiamo da qui, da questa Valle occupata per sperimentare forme nuove del fare politica. Siamo qui per immaginare e costruire insieme il Teatro che vorremmo. Per progettare nuovi modelli possibili di sistema culturale, per rivendicare diritti e garanzie di reddito. Siamo qui per diventare protagonisti nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, le nostre vite. Occupiamo – conclude la nota – un teatro in ogni citta'''.
