Teatro Valle, rivolta culturale

ROMA, 16 GIU – Ancora una notte passata 'barricati' all'interno del Teatro Valle a Roma e questa mattina l'annuncio: ''Non ce ne andremo da qui, e' rivolta culturale''. I lavoratori dello spettacolo che hanno occupato lo storico teatro romano non hanno intenzione di abbandonare il loro 'assedio' nonostante avessero preannunciato un'occupazione di tre giorni con termine oggi. La protesta continua nonostante il tavolo di confronto aperto ieri dall' assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini e la delibera approvata in Campidoglio che sancisce il passaggio del teatro dal Ministero per i beni culturali al Comune di Roma.
Si sono detti scettici della ''prontezza'' con cui le istituzioni si sono mosse: ''Questa prontezza – si legge in un loro comunicato – non sara' frutto del timore di un movimento che pone la necessita' che le decisioni siano condivise con i professionisti del settore al di fuori di logiche d'ingerenza politica e partitica?''
Conoscere il progetto artistico, la completa trasparenza sulla copertura economica prevista dal bilancio della giunta Alemanno e la garanzia che i fondi per il Teatro Valle non vengano ''sottratti ad altri teatri di Roma''. Questo quello che chiedono a gran voce i lavoratori che raccolgono l'appello lanciato ieri dallo scrittore Andrea Camilleri di una ''rivolta culturale''.
''Sinceramente non capisco le motivazioni che li spingono a continuare l'occupazione – ha risposto loro Gasperini – Abbiamo fatto il possibile come amministrazione, dando molte garanzie: ho chiesto loro di sedersi ad un tavolo per costruire il bando insieme. Piu' garanzia di questa non so cosa possa esserci''.
A rafforzare la linea del Campidoglio e' arrivato il sindaco Gianni Alemanno, anche lui 'sorpreso' per il protrarsi dell'occupazione: ''Il percorso e' chiarissimo – ha spiegato – C'e' la gestione temporanea del Teatro Argentina e poi una gara alla quale siamo obbligati, non e' una scelta. Il teatro di Roma partecipera', non e' affatto detto che non possa continuare questa gestione. Francamente non si comprende cosa si vada a cercare. C'e' la garanzia per tutti i lavoratori e io considero il Valle una gemma preziosa nel patrimonio culturale della nostra citta' che andra' sicuramente valorizzata''.
Di occupazione ''illegittima e pretestuosa'' ha parlato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro che ha avvisato del rischio che diventi, ''forse al di la' delle stesse intenzioni di chi l'ha promossa, una dimostrazione di violenza politica''.
All'interno del teatro nessuno si smuove dalla decisione presa: l'occupazione continua. E sul 'palco della protesta' questa sera saliranno, per ribadire l'importanza della cultura e dello storico teatro, Sabina Guzzanti, Claudio Santamaria che leggera' l'Elogio del crimine di Marx, Andrea Cosentino, Pino Marino, Giovanna Marini. Tutti uniti nel dire che gli ''unici tavoli che li rappresentano sono le tavole del palcoscenico''. E da li' proseguira' la loro ''rivolta culturale''.

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Alberto Francavilla