Terremoti dalla Sicilia al Piemonte

ROMA, 25 LUG – Se tutta l'Italia sta tremando da almeno due settimane e' perche' si trova nel cuore del Mediterraneo, una delle zone piu' sismiche del pianeta dove i terremoti si concentrano soprattutto nella fascia meridionale.

Nella prima meta' di luglio ha esordito la Sicilia nord-orientale, con una sequenza ancora in atto, poi ci sono state scosse in Abruzzo e nel frusinate, poi la lunga sequenza in Romagna e il terremoto di magnitudo 4,7 che il 17 luglio ha colpito la Pianura Padana, ancora il terremoto del 20 luglio in Friuli e infine la scossa di oggi in Piemonte.

''Ogni anno in Italia avvengono almeno 8.000 terremoti, soltanto il 5% circa dei quali abbastanza intensi da essere avvertiti dalla popolazione'', ha osservato il presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. Di terremoti nel Mediterraneo ''ce ne sono molti, ma non vanno mai oltre magnitudo 7, mentre in altre zone sismiche del pianeta, come il Giappone e Sumatra, si registrano scosse di magnitudo 9'', ha spiegato.

''Inoltre l'Italia e' una zona fortemente popolata, dove anche le scosse piu' lievi vengono risentite da una vasta parte della popolazione'', ha aggiunto. Questo e' tanto piu' vero nelle aree meno soggette ai terremoti, ma non per questo non sismiche, come la Pianura Padana e il Piemonte: due terremoti che nell'arco di pochi giorni hanno spaventato il Nord Italia, ma ''fra i quali non c'e' alcuna correlazione di causa-effetto'', ha osservato Boschi. Semplicemente sono soggetti agli stessi movimenti tettonici che interessano l'intero Mediterraneo.

In generale, i terremoti che colpiscono l'Italia sono generati dalla placca africana che spinge verso Nord, contro la placca Eurasiatica. ''Questo fa si' che tutta l'Italia sia permanentemente sottoposta ad una grande tensione'', ha detto ancora l'esperto.

La pressione che la placca Africana esercita verso Nord e' il motore principale, ma non l'unico, dei terremoti che scuotono l'Italia. Per esempio, bisogna considerare le sollecitazioni che avvengono lungo la catena degli Appennini.

Per quanto meno sismica rispetto al Sud, l'Italia settentrionale e' comunque una zona soggetta a terremoti. Il Piemonte, per esempio, e' classificato nel livello 3 nella carta di pericolosita' sismica. Il terremoto avvenuto oggi e' stato meno intenso rispetto a quelli avvenuti in passato nella regione, come quello di magnitudo 5,5 del 2 aprile 1808 e quello di magnitudo 5,1 del 5 gennaio 1980; tuttavia la popolazione lo avvertito molto chiaramente e in un'rea molto vasta perche', anche se meno intenso, e' avvenuto a circa 25 metri di profondita'.

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Emiliano Condò