Terremoto all'Aquila: chiesti i danni alla presidenza del Consiglio

L'AQUILA – Alcuni dei familiari delle 309 vittime del tragico terremoto del 6 aprile 2009 hanno citato in giudizio a fini risarcitori la presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito del processo per omicidio colposo plurimo a carico dei sette componenti della commissione Grandi Rischi.

La richiesta è stata avanzata da quattro avvocati che complessivamente assistono una quarantina di parti civili, tra familiari e parenti delle vittime del sisma. Il processo inizia il 20 settembre prossimo e in quella occasione la presidenza del Consiglio potrà intervenire per difendersi.

I sette membri della commissione, organismo della Protezione Civile nazionale, istituzione incardinata nella Presidenza del Consiglio dei ministri sono accusati di aver inviato messaggi rassicuranti alla popolazione aquilana al termine della riunione che si è svolta all'Aquila il 31 marzo 2009, cinque giorni prima la tragica scossa.

Secondo i Pm, un altro atteggiamento, visto che all'Aquila era in atto da mesi uno sciame sismico, avrebbe potuto far adottare precauzioni che avrebbero potuto salvare vite umane. In particolare, l'accusa sostiene che molte della vittime rimasero a casa proprio per quelle rassicurazioni.

L'ipotesi di reato contestato ad alti dirigenti della protezione civile e dell'istituto di geofisica e vulcanologia è di omicidio colposo: imputati sono imputati Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce. Un altro atto di citazione di responsabilità civile per una somma di 22 milioni e 500 mila euro contro la Presidenza del consiglio dei ministri, e' stato presentato nell'agosto dello scorso anno al Tribunale civile dell'Aquila da due avvocati.

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Maria Elena Perrero