Terremoto Emilia, nelle tendopoli affiorano i primi segni di stanchezza

MIRANDOLA (MODENA), 7 GIU – A 19 giorni dalla prima scossa del 20 maggio, inizia ad affiorare la stanchezza della popolazione emiliana costretta dalle scosse continue e dalla paura a trovare rifugio nei campi di accoglienza disseminati tra le province di Ferrara, Modena e Bologna, nel giardino di casa con tende igloo, ai lati delle strade in camper o, ancora, con una coperta ed un cuscino in macchina.

A Mirandola, dove sono stati allestiti cinque campi della Protezione civile da 250 posti l'uno – il campo principale nella zona degli impianti sportivi, sara' visitato oggi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sono nate altre tendopoli private. Un po' per stare vicino a casa ''e tenerle d'occhio'', racconta Roberto del campo di via La Favorita, un po' per stare vicino agli amici di sempre, ''abbiamo piantato le tende in una sorta di campo condominiale nel giardino tra due palazzi'' spiega Bianca, educatrice di scuola materna, e un po' perche' a volte non è facile convivere in campi molto grandi e affollati.

Al centro operativo comunale di Mirandola, tante le persone che, nonostante la paura, dopo tanti giorni fuori casa chiedono di poter avere una verifica di agibilita' da parte dei vigili del fuoco, ''non so se rientrero' in casa ma vorrei verificarne la possibilita''', spiega una signora con l'anziana madre, e tante anche le persone che fanno ricorso ad un aiuto psicologico. Nel prato fuori dalla struttura che ospita il centro operativo comunale, due ragazze ascoltano i problemi e i disagi delle tante persone segnate dal sisma.

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Daniela Lauria