Terremoto Garfagnana, incontro con tecnici Ingv: “Imparare a conviverci”

LUCCA – “Convivere con i terremoti è possibile, ma bisogna conoscere meglio la terra”. I tecnici dell’Ingv hanno risposto alle domande dei cittadini di Castelnuovo, Lucca, sui terremoti e su come prepararsi ad eventuali nuove scosse.  L’incontro si è svolto a Castelnuovo dopo l’allerta terremoto in Garfagnana diramata il 31 gennaio. La scossa non è mai arrivata, ma la popolazione ha apprezzato la prontezza dei comuni della Garfagnana e della Protezione civile. All’incontro hanno preso parte Fedora Quattrocchi, dell’Ingv di Roma, e Carlo Meletti, sismologo e docente dell’università di Pisa. Intervento, ma solo telefonico, anche per Giuseppe Zamberletti, ex capo della Protezione Civile e autore del preallarme sismico del 23 gennaio 1985.

Variazioni nei fluidi, comportamento anomali degli animali, deformazioni del terreno e variazioni di temperatura e limpidezza delle falde acquifere sono i campanelli di allarme di un sisma su cui la Quattrocchi ha concentrato i suoi studi negli anni. Se anche un terremoto non può essere previsto con precisione, vi sono dunque degli indizi che possono mettere in guardia sull’arrivo di scosse e mettere il territorio in allerta, proprio come successo per la Garfagnana lo scorso 1 febbraio. Non solo indizi e allerte, anche la costruzione di edifici con norme antisismiche è importante, come ha spiegato e sottolineato il professor Meletti nel corso dell’incontro.

Zamberletti, che nel 1985 fu criticato a accusato di procurato allarme per il terremoto che non arrivò, è intervenuto telefonicamente all’incontro, raccontando proprio di quella allerta per un terremoto, che poi non arrivò, e della sua decisione di evacuare le case: “Ad anni di distanza ritengo che scegliemmo la strada più giusta e conseguente a quanto stava accadendo. Ricordo, infine, una battuta, qualche giorno dopo, durante un’incontro con la cittadinanza, di un signore. Mi disse lei ha fatto bene, ma ha fatto meglio il terremoto a non venire”.

L’incontro ha sottolineato l’importanza di conoscere la terra ed il proprio territorio e la necessità di una “educazione” ai terremoti, affinché le persone non si trovino inermi davanti agli eventi sismici e sappiano affrontarli al meglio. Una educazione che non passa solo dalle allerte e da procedure di sicurezza ben rodate, ma anche da un rispetto delle norme antisismiche nelle costruzioni in territori come L’Aquila, l’Emilia e la Garfagnana, dove il rischio di eventi sismici anche di forte intensità è alto.

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