L’AQUILA – Sono stati tutti condannati a sei anni di carcere i membri della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile che disse che un terremoto all’Aquila era “poco probabile”. Ecco il verbale della Riunione tenutasi all‘Aquila il 31 marzo 2009, nella quale si definisce tra l’altro ”improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703”, si aggiunge che ”non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento” e si sottolinea che ”qualunque previsione (di terremoto – ndr) non ha fondamento scientifico”.
RIUNIONE COMMISSIONE GRANDI RISCHI
L’Aquila, 31 marzo 2009 – Verbale
Sono presenti, per la commissione grandi rischi, Prof. Barberi (vicepresidente), Prof. Boschi (INGV), accompagnato dal Dott. Selvaggi (Responsabile CNT), Prof. Calvi (EUCENTRE), Prof. Eva (Università di Genova), per il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, il Prof. De Bernardinis (vicecapo settore tecnico-operativo), Prof. Dolce (Direttore Ufficio Rischio Sismico), l’Assessore della Protezione Civile della Regione Abruzzo, il Sindaco del Comune di L’Aquila, il Dott. Altero Leone (Responsabile della PC regionale), altri rappresentanti del DPC e della Regione. La riunione ha inizio alle ore 18.30. Apre i lavori il Prof. De Bernardinis che porta i saluti del Capo del Dipartimento della Protezione Civile.
La riunione odierna si è resa necessaria per esaminare la fenomenologia sismica in atto da alcuni mesi nel territorio della Provincia Aquilana, che è culminata con la scossa di magnitudo 4.0 del 30.03.09. Alla riunione partecipano le massime autorità scientifiche del settore sismico, in grado di fornire il quadro più aggiornato e affidabile di quanto sta accadendo. Il Prof. Dolce fornisce un primo inquadramento delle problematiche da affrontare, con riferimento al quadro che emerge dalle registrazioni e valutazioni dell’INGV e della rete RAN del DPC, e dalle notizie fornite dalle Protezione civile regionale sui danneggiamenti subiti dalle costruzioni.
Distribuisce un documento preparato dal DPC, nel quale sono riportate, tra l’altro, le registrazioni accelerometriche della RAN ed alcune elaborazioni. Evidenzia come la scossa di ieri sia stata preceduta da una sequenza sismica che dura oramai da quasi sei mesi, con scosse di magnitudo mai superiore al 2.7, e seguita da una serie di scosse, la prima delle quali di magnitudo 3.5 seguita da altre di magnitudo inferiore. Evidenzia inoltre come si siano registrati picchi di accelerazioni piuttosto alti, rispetto alla magnitudo, fino a 0.14g. A queste registrazioni corrispondono però spettri di risposta di forma stretta, con picco per periodi molto bassi, ed una durata di pochi secondi. [Leggi il testo integrale del verbale]