Terremoto. Rivolta delle carriole all’Aquila, momenti di tensione

Si sta animando la “rivolta delle carriole” all’Aquila. Momenti di tensione dopo che, al passaggio del corteo davanti a uno striscione che segnala i lavori in corso del “Consorzio Federico II” – del quale fa parte la società Btp coinvolta nell’inchiesta della Procura fiorentina sugli appalti per il G8 – i manifestanti hanno sollevato in alto le pale in segno di protesta.

Raggiunte le transenne davanti a piazza Palazzo i manifestanti, al grido  “vergogna vergogna” e “L’Aquila libera”, hanno cercato di forzare il blocco della polizia. Qualcuno è  riuscito a entrare e a portare fuori le macerie.

Gli aquilani hanno partecipato in massa alla “rivolta delle carriole”, organizzata per sgomberare il centro storico dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009.  In piazza Duomo sono circa 300, ma solo in 45, in gruppi di 15, potranno raggiungere piazza Palazzo, in piena “zona rossa”, in base a quanto previsto da un’ordinanza del sindaco, Massimo Cialente.

Al di là dell’intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all’Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini. A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, “sveglia, rizzete e va’ a lavorà con noi pè sgombrà L’Aquila dalle macerie”.

Una ventina sono le carriole presenti in piazza Duomo dove campeggia un grosso cartello con la scritta “le macerie – selezione in loco – riutilizzo – L’Aquila di ieri per L’Aquila di domani”. Chi non ha l’elmetto di protezione, perchè sa di non poter raggiungere piazza Palazzo, indossa un berretto di carta da muratore con la scritta “L’Aquila rinasce dalle sue macerie”. Poco distanti alcuni raccolgono firme per chiedere la “tassa di scopo”.

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