Con la richiesta di ammissione dei mezzi di prova è cominciato oggi dinanzi alla Corte d’Assise di Bari il processo ai due presunti terroristi della rete informatica europea di Al Qaida: lo sceicco-imam Bassam Ayachi, siriano di 63 anni con passaporto francese, e l’ingegnere francese Raphael Gendron, di 34. Entrambi gli imputati erano presenti in aula.
A Gendron e ad Ayachi, arrestati a Bari l’11 novembre 2008 per aver favorito l’immigrazione di cinque clandestini, il 12 maggio 2009 la magistratura barese ha fatto notificare in cella provvedimenti di arresto per associazione con finalità di terrorismo internazionale, addestramento e arruolamento con finalità terroristiche.
I due – secondo i pm Francesca Romana Pirrelli e Roberto Rossi – fanno parte di una cellula che avrebbe progettato attentati terroristici in Francia e in Inghilterra e che avrebbe avuto a disposizione armi (soprattutto esplosivi) utili per combattere in Iraq e Afghanistan, per predisporre attentati e azioni suicide.
La procura contesta ai due indagati di essere stati «i promotori, dirigenti, organizzatori e finanziatori» dell’associazione criminale, ritenuta una «articolazione o comunque una rete di sostegno logistico di una organizzazione eversiva sopranazionale di matrice confessionale, funzionalmente collegata all’organizzazione internazionale chiamata Al Qaida».