TORINO, 24 GIU – Rivolgono un appello al Presidente della Repubblica gli ultimi operai della Thyssenkrupp di Torino non ancora ricollocati dopo il trasferimento a Terni della filiale subalpina della multinazionale.
''Il prossimo 30 giugno – scrivono al Capo dello Stato – e' per noi una data decisiva: scadranno gli ammortizzatori sociali e verremo posti in mobilita', vera e propria anticamera della disoccupazione''.
I lavoratori si sono costituiti parte civile al processo di Torino e ora sospettano che il mancato reimpiego sia legato in qualche misura alla loro iniziativa giudiziaria. ''Da tre anni – riferiscono a Napolitano – veniamo discriminati e non ricollocati, come invece e' avvenuto per altri nostri ex colleghi non costituitisi parte civile, ricollocati in aziende pubbliche del Torinese. Comprensibile seppur illegittimo, nel caso in cui sia l'azienda ad adottare tale comportamento, inaccettabile e vergognoso quando sia un'istituzione, come il Comune di Torino e le societa' ex municipalizzate, a fare altrettanto''.
''Ci terremmo ad incontrarla al piu' presto – dicono i lavoratori rivolgendosi a Giorgio Napolitano – per metterla al corrente di persona sulla nostra precaria situazione e avvalerci del prestigio e del credito di cui gode per porre fine a questa ingiustizia''.
Gli operai osservano inoltre che gli enti locali potrebbero, ''per fede alle dichiarazioni fatte durante le campagne elettorali'', utilizzare i ''cospicui risarcimenti'' ottenuti al processo ''per far diventare Torino, secondo le stesse parole del neosindaco Piero Fassino, la capitale del lavoro''.
