Ogni anno evadono almeno 1 miliardo di euro: sono i “furbetti” del ticket sanitario

ROMA – Ogni anno evadono almeno un miliardo e 100 milioni di euro. Sono il 40% del totale. Si parla dei “furbetti” dei ticket, divenuti un vero e proprio esercito. I numeri dell’evasione, comparati con quello che ogni anno si spende per i ticket e quello che poi entra nelle casse dello Stato e nelle varie aziende ospedaliere.

Secondo quanto riporta un’inchiesta di Repubblica ogni anno il sistema sanitario recupera 1 miliardo e 605 milioni di euro di ticket. Il 73% della cifra entra direttamente nelle casse delle aziende sanitarie, il resto viene riscosso dal privato convenzionato. Per avere una prima idea dell’evasione va fatto il rapporto tra incassato e popolazione di ogni Regione. Le differenze tra le varie realtà sono legate alla maggiore o minore incidenza degli esenti per reddito, perché non ci sono motivi epidemiologici che facciano pensare a grosse differenze nei dati di quelli per patologia.

Questo tipo di esenzioni, tra l’altro, richiedono un certificato medico e un attestato della Asl, cioè si ottengono con una procedura assai più complessa dell’autocertificazione. Ovviamente esistono i falsi malati, e sono tanti, ma se si parla di ticket pesa di più l’evasione di chi dice di non guadagnare abbastanza. Ebbene, a guardare il dato nel dettaglio si trovano differenze importanti. Ogni anno in Valle d’Aosta gli abitanti pagano in media 36,3 euro a testa per visite ed esami nel pubblico, in Veneto 36,2, in Emilia 33,9, in Friuli 33,6, in Toscana 32,9, in Piemonte 30,8, nelle Marche 28,8. Partendo dal fondo della classifica ci sono la Calabria con 15,5 euro versati all’anno, poi la Puglia con 17,5, la Campania con 22,3 euro, l’Umbria 26,1, la Sardegna con 26,5, la Sicilia, 27,7. Non brillano il Lazio, con 21 (ma il dato non tiene conto di quanto riscosso dal privato convenzionato), e la Lombardia, che si ferma a 27,1. La media nazionale è 26,7 euro.

Si potrebbe dire: valutare la spesa dei cittadini non basta perché certe Regioni sono più povere. Abbiamo così corretto il dato con la distribuzione del reddito medio nelle Regioni nel 2008. In Veneto il ticket rappresenta così l’1,85 per mille di quanto guadagnato in media all’anno da ogni cittadino, in Val d’Aosta l’1,77, in Friuli l’1,72, in Toscana l’1,69, in Emilia l’1,64, nelle Marche l’1,63, in Piemonte l’1,53, in Lazio lo 0,98 (ma c’è il problema dei convenzionati). In questi nuovi dati, una parte del sud recupera sul nord. In Campania il ticket rappresenta l’1,41 per mille di quanto denunciato da ogni cittadino mediamente in un anno, in Sicilia addirittura l’1,83, in Sardegna l’1,62. Restano basse Calabria (1,15) e Puglia (1,18). Colpisce il dato della Lombardia, che è l’1,20 per mille, come fosse una realtà del sud. Questa Regione però ha deciso che chi ha meno di 14 anni non paga mai il ticket, al di là del reddito familiare, quindi incassa di meno. La media nazionale è di 1,41.

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Alessandro Avico