Tommaso Giaccio diventa Tammaro Ciaccio: 'E' oltraggio'

PORTICI (NAPOLI) – A marzo si rivolse alla
Prefettura chiedendo di rettificare il nome di suo nonno Tommaso
Giaccio, caporale di fanteria morto nella prima guerra mondiale,
dalla lapide ai caduti nella Villa comunale a Portici (Napoli)
su cui e' stato scritto erroneamente 'Tammaro Ciaccio'.
Oggi, a distanza di due mesi, non avendo ottenuto nulla, parla
di una ''situazione che ha dell'incredibile'' e di una ''memoria
che viene continuamente oltraggiata''. Cosi' Pietro Giaccio,
nipote ed erede legittimo del valoroso militare non si da' per
vinto e chiede giustizia. ''In un paese che osa definirsi civile
– dice Pietro Giaccio – l'oltraggio continuato e aggravato
dall'incuria e dall'indifferenza istituzionale della memoria di
un uomo che ha donato la sua vita per la costruzione di questa
patria, sempre piu' matrigna e ostile verso i suoi figli
migliori, rappresenta un qualcosa di umanamente insopportabile e
intollerabile''.
Alla vigilia della festa della Repubblica, il 2 giugno,
Giaccio con una poesia rende onore a suo nonno che ha lottato
per la patria ed e' morto il 5 dicembre nell'altopiano di
Asiago, nella neve per difendere il nord Italia (''quello stesso
nord – scrive nella poesia – che ora rinnega il tricolore,
l'inno e l'unita' d'Italia'') e con amarezza dice: ''E' giusto
che l'opinione pubblica sappia che in questo Paese anche i morti
sembrano essere ignoti e, soprattutto, quei morti che hanno
donato la propria vita in nome di un ideale che altri oggi
vorrebbero cancellare e definitivamente umiliare''.

Published by
Alberto Francavilla