TORINO – La recinzione del cantiere della
Torino-Lione, a Chiomonte, sarebbe stata illegittima cosi' come
lo sarebbe un'occupazione d'urgenza senza un accordo con i
proprietari dei terreni. E' la tesi dell'associazione
ambientalista Pro Natura che ha scritto al prefetto di Torino
sottolineando anche il rischio di crolli di massi sui lavoratori
qualora non vengano fatti preventive opere di difesa del
versante roccioso.
Sul primo punto la Pro Natura ritiene non legittimo il
tentativo della ditta incaricata dalla Ltf (Lyon Turin
Ferroviaire) di recintare l'area di cantiere perche' ''le
pubblicazioni degli avvisi per le pratiche di esproprio dei
terreni sono state fatte, sull'Albo pretorio, il 26 maggio'',
tre giorni dopo dell'arrivo degli operai a Chiomonte nella notte
in cui alcuni manifestanti scagliarono sassi contro lavoratori e
forze dell'ordine.
Ma anche ''un'occupazione d'urgenza non sarebbe legittima
''poiche' – afferma la Pro Natura – una sentenza della Corte
Costituzionale del 2010 sancisce che, se avviene senza un
accordo con i proprietari degli immobili interessati, con una
sanatoria a posteriori, viola i diritti del cittadino''.