TORINO, 22 SET – Un seghetto per segare le sbarre, le lenzuola annodate per calarsi in strada: è bastato il più classico degli stratagemmi a tre ragazzini per evadere, a Torino, dal carcere minorile Ferrante Aporti.
La vicenda – rivelata oggi dal quotidiano ''La Repubblica'' – vede come protagonisti un italiano ventenne che stava scontando una condanna per furto, un romeno diciassettenne e un marocchino di sedici anni.
Su quanto è accaduto (nella notte tra il 20 e il 21 settembre) sono state aperte due inchieste: una amministrativa, condotta dal Centro per la giustizia minorile, che deve accertare le eventuali responsabilità del personale, l'altra penale, coordinata dalla procura minorile.
I tre giovani erano rinchiusi in una struttura che presto non sarà più adibita a carcere: le celle, infatti, troveranno posto in una palazzina dismessa, all'interno dello stesso complesso, la cui ristrutturazione sta per essere completata.
''L'episodio – commenta Antonio Pappalardo, dirigente del Centro Giustizia Minorile – è indubbiamente grave e preoccupante''.
Il problema, secondo quanto emerge dai primi accertamenti, è dovuto a un limite oggettivo: le sbarre sono senza i requisiti tecnici di sicurezza. ''Verranno adottati degli accorgimenti'', dice Pappalardo.
L'ipotesi che i tre ragazzi si siano procurati il seghetto nel cantiere di ristrutturazione è già stata scartata: ''Fra le due aree non c'è contiguità'', spiega Pappalardo. E' più probabile che l'attrezzo sia stato sottratto durante una delle attivita' di formazione professionale che seguono i giovani detenuti: non a caso, i responsabili del Ferrante Aporti hanno interrotto uno dei corsi.
