TRIESTE, 7 OTT – Cinque componenti di una banda specializzata nel traffico di banconote false sono stati arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Trieste. I cinque – che nei mesi scorsi avevano messo a segno diverse rapine in banca – sono stati bloccati all'interno di un istituto di credito, a Muggia (Trieste), prima che entrassero in azione.
Nel corso delle indagini e' emerso che il gruppo si 'riforniva' anche di banconote false da smerciare all'estero da un noto pregiudicato di La Spezia, arrestato ieri pomeriggio dalla locale Squadra Mobile, dopo che nella sua abitazione sono stati trovati oltre un milione e mezzo di dollari falsi. Le indagini sono state coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dall'Interpol.
Ulteriori particolari saranno resi noti in una conferenza che si terra' alle 10.30 di oggi nella Sala Stampa della Questura di Trieste. Gli arrestati sono Claudio Polloni, 58 anni, originario di La Spezia e capo della banda, Domenico Russo (37), Salvatore Romano (50), Olga Di Marzo (29), tutti di Napoli, e Gian Luca Gangale (46) di Trieste.
Il pregiudicato arrestato a La Spezia, dove aveva una stamperia di dollari nascosta in casa, e' invece Alberto Battistini, di 64 anni, considerato un criminale di rilievo, gia' condannato per associazione per delinquere e falsificazione di denaro.
I componenti della banda – hanno spiegato in Questura Mario Bo, capo della Mobile di Trieste e Leonardo Boido, dirigente della Mobile – avevano un modus operandi da veri professionisti. La tentata rapina di ieri in una banca a Muggia, dove erano attesi dagli agenti in borghese, e' stata pianificata per due mesi, con vari sopralluoghi. In tutto questo periodo, gli uomini della Mobile hanno pedinato e controllato i malintenzionati, senza farsi notare.
Solo nel triveneto sono attribuibili ai criminali almeno quattro rapine: entravano in banca con delle parrucche e si facevano consegnare il denaro armati di taglierini, spray urticante, e simulando di essere armati. La cura del dettaglio era tale – e' stato rivelato oggi – che uno dei ladri si e' fatto spedire da Napoli, con un corriere espresso, la parrucca che usava abitualmente per le rapine. Un ruolo fondamentale per il modello criminale del gruppo e' quello del basista triestino, Gangale, che lavorava come guardia giurata in un'azienda privata di sorveglianza del capoluogo triestino.
I furti in banca servivano in realta' solo a finanziare e sostentare le attivita' della banda, che operava nel traffico dei dollari falsi stampati da Battistini a La Spezia. Al confine con la Slovenia di Rabuiese (Trieste), i ciminali hanno scambiato due pacchi di dimensioni rilevanti che contenvano alcune centinaia di migliaia di dollari falsi. Mentre i dollari ritrovati a La Spezia a casa del falsario – secondo la Mobile – sarebbero stati piazzati in Croazia.
Ieri, a Muggia, gli uomini della Mobile hanno arrestato in banca due componenti della banda, e altri due a bordo rispettivamente di un'auto e una moto. L'unica donna e' stata arrestata poco dopo nell'appartamento, a Trieste, che condivideva con i complici.