TORINO – Ci sono dei dubbi sulla validita' burocratica delle procedure che, in Italia, vengono seguite sulla donazione e il controllo dei tessuti muscolo-scheletrici: a sollevarli e' l'Aga (Associazione giustizia attiva) con un esposto che e' stato raccolto a Torino dai carabinieri del Nas.
Il pubblico ministero Raffaele Guariniello, secondo quanto si e' appreso, ha gia' aperto un fascicolo, anche se l'indagine e' a carico di ignoti. La normativa prevede che le donazioni dei tessuti vengano registrate dal Centro nazionale trapianti (Cnt) e che gli ospedali si riforniscano nelle ''banche del tessuto'' presenti in cinque citta' italiane.
L'Aga, pero', afferma che non e' mai stato istituito un registro dei tessuti e delle donazioni: diventa impossibile, dunque, da un lato realizzare la ''tracciabilita''' delle operazioni, dall'altro verificare la disponibilita' di un tessuto nelle ''banche''. Una delle conseguenze, sempre secondo quanto denunciato dall'Aga, e' che gli ospedali e le Asl tendono a servirsi all'estero, con un aggravio di costi per il Servizio sanitario nazionale.
Il procedimento giudiziario e' aperto, come ipotesi di lavoro, per la violazione di due delle norme che regolano la materia: una legge del 1999 sul commercio di tessuti prelevati da soggetti deceduti, un decreto del 2007 sulla raccolta, la conservazione e la distribuzione di tessuti. L'Aga, per questa sua iniziativa legale, si e' affidata all'avvocato torinese Riccardo Salomone.
