Arbitrati tra Trenitalia e i contractor dell’Alta Velocità: aperta l’inchiesta

MILANO – Gli arbitrati tra Rfi (Rete ferroviaria italiana) e i contractor dell’Alta velocità Torino-Napoli finiscono in tribunale. La Procura di Roma ha infatti aperto un’inchiesta, come racconta Massimo Sideri sul Corriere della Sera, dopo l’esposto presentato dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti.

Sideri scrive che, per via dei troppi elementi emersi da perquisizioni e intercettazioni telematiche, “il magistrato sarebbe adesso alla ricerca di un superperito tecnologico. La complessità riguarderebbe infatti la valutazione dei cosiddetti «metadati» , polpette indigeste per chi non è pratico di informatica. Ma che sempre di più entrano nelle aule dei tribunali come elementi probatori”.

In questo caso, rileva Sideri, “la questione riguarderebbe il contenzioso arbitrale relativo alla Fiat dove a fronte della richiesta da parte di Trenitalia di 280 milioni di euro come penale per il ritardo sui lavori la controparte aveva opposto la richiesta di 502 milioni. L’ipotesi di reato di frode riguarderebbe non il percorso arbitrale ma le decisioni dei cosidetti Ctu, i consulenti tecnici di ufficio”.

Tra gli aspetti da chiarire, continua il giornalista, “c’è quello della nomina di un nuovo Ctu per la tratta Torino Milano (il general contractor è il consorzio Cav To. Mi.) dopo che il precedente consulente era stato allontanato in attesa di accertamenti”.

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Alberto Francavilla