TREVISO – Una bambina di 9 anni e’ stata travolta ed uccisa da un furgone all’altezza di un semaforo pedonale sulla circonvallazione di Treviso. L’episodio e’ avvenuto sotto gli occhi di molti testimoni, che ora stanno riferendo la loro versione dell’accaduto alla polizia locale.
La vittima e’ G.Z., di nazionalita’ kosovara, giunta in Italia da sei mesi, ed era accompagnata da una sorella di 11 anni e da un fratello piu’ giovane di lei. Il mezzo investitore era condotto da un trevigiano di 60 anni, ora in stato di choc.
La piccola e’ deceduta nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari. La polizia municipale sta cercando di accertare lo stato delle indicazioni dei semafori al momento dell’incidente.
La bambina e’ stata soccorsa da alcuni passanti e quindi, pochi minuti dopo, dal personale del 118 che ha tentato a lungo di ripristinare la funzionalita’ cardiaca, venuta pero’ a mancare definitivamente durante il trasporto all’ospedale. Il corpo, alla prima ispezione, presentava lesioni toraciche particolarmente gravi a causa dello schiacciamento.
I genitori della bambina sono immigrati residenti regolarmente a Treviso da alcuni mesi. L’episodio ha fatto rapidamente riaffiorare sui blog d’informazione la polemica sul mancato rispetto dei limiti di velocita’ sull’anello esterno alla cinta muraria di Treviso. Nella primavera dello scorso anno i dispositivi autovelox, che funzionavano da oltre un quinquennio, erano stati disattivati in seguito ad una sentenza della Corte di Cassazione che aveva accolto il ricorso di un automobilista colpito da una multa per eccesso di velocita’. Alla base del contenzioso vi era una incompatibilita’ fra le caratteristiche degli strumenti e la classificazione della strada, circostanza che ha consentito al cittadino di vedersi annullata la sanzione.
