TREVISO – Non si fermano i casi di violenza domestica sulle donne. Due episodi arrivano dal trevigiano, dove i carabinieri, nel giro di poche ore, hanno fatto scattare le manette ai polsi di due stranieri, un marocchino ed un moldavo, che non volevano rassegnarsi all'idea che la moglie o la compagna volessero vivere in maniera 'normale'.
Il caso piu' grave e' quello che ha portato in carcere il marocchino Zakaria Allal, 60 anni, deciso ad impedire che la moglie, una connazionale 56enne, riuscisse a vivere ''come un'italiana''. La donna, stanca di subire le angherie del consorte, aveva avviato nel dicembre scorso le pratiche per la separazione.
Da allora per lei e' stato un calvario: minacce, botte, fino all'aggressione di ieri sera, nella casa che la coppia occupa a Volpago del Montello. L'uomo ha riempito la moglie di calci e pugni finche' alla porta dell'abitazione non sono arrivati i medici del Suem 118. Ricoverata in ospedale, con un trauma cranico e contusioni in tutto il corpo, la donna ha avuto una prognosi di 20 giorni. Allal e' stato arrestato.
Storia analoga per una moldava di 46 anni, impiegata a Treviso. Dopo aver scoperto che il fidanzato, un connazionale 34 anni, aveva in realta' una sua famiglia, con moglie e figli, l'aveva lasciato. Ma l'uomo, un carpentiere, non si e' arreso e per settimane ha continuato a tormentare l'ex compagna. Fino a presentarsi l'altra notte sotto la sua casa. La donna e' stata costretta ad uscire, e quando il moldavo l'ha avuta a tiro ha sfogato la sua violenza, colpendola con pugni e schiaffi, danneggiando infine anche la sua auto. Lo straniero, Vasile Sava, e' stato tratto il mattino seguente dai carabinieri di Treviso.
L'aumento di questi episodi ha portato il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri, col. Gianfranco Lusito a lanciare un appello alle donne. ''Le invito – ha detto – a trovare il coraggio di denunciare le violenze in casa, rivolgendosi ai Carabinieri, per evitare che situazioni di disagio e di difficolta' vissute in famiglia possano sfociare in drammi ulteriori''.
