Distribuzioni facili di Sim e cellulari di servizio. L’inchiesta è stata avviata a Trieste dalla Procura della Corte dei conti, intenzionata a fare piena luce sul “caso telefonini” scoppiato rumorosamente all’interno dell’Ass, l’azienda sanitaria.
L’azienda è rimasta spiazzata e profondamente amareggiata dall’iniziativa della magistratura contabile, al punto che, appena appresa la notizia dell’indagine, il direttore Franco Rotelli, esasperato da quello che considera l’ennesimo tentativo di screditare il suo operato, avrebbe annunciato l’intenzione di dimettersi su due piedi dall’incarico.
Il procuratore Maurizio Zappatori spiega: «L’inchiesta è stata avviata solo da pochi giorni e sta per partire la richiesta di istruttoria. Le ispezioni entreranno nel vivo quindi nelle prossime ore e serviranno ad approfondire la gestione delle utenze telefoniche aziendali. Quella di distribuire cellulari di servizio è una prassi diffusa in molte realtà. In questo caso però esiste la possibilità, ovviamente al momento ancora tutta da accertare e dimostrare, che siano state compiute delle irregolarità nell’assegnazione di schede e apparecchi. Se così fosse, si configurerebbe il danno erariale».
Delle 893 Sim attualmente in dotazione però solo 118 sono finite nelle mani dei medici di medicina generale. Centoquarantré sono state assegnate a dirigenti medici, mentre la fetta più consistente, ben 420 apparecchi, risulta sono per il personale sanitario.
A girare con il telefonino aziendale sono quindi infermieri, tecnici di reparto, impiegati amministrativi. Persone che, pur non ricoprendo incarichi di vertice e non svolgendo mansioni per le quali è richiesta la costante reperibilità, sono stati ugualmente inseriti nell’elenco. La spesa complessiva per il 2008 è stata di 530 mila euro.