ROMA – Grazie alla connivenza di due tecnici manomettevano i distributori 'taroccando' i litri di benzina venduti e smerciandone una quantita' considerevole in nero. La truffa da oltre 200mila euro scoperta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma, potrebbe pero' essere solo la punta di un iceberg che vede per il momento la denuncia di otto persone, sei gestori di distributori nella Capitale e due tecnici. Per loro le ipotesi di reato sono uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta, frode nell'esercizio del commercio ed appropriazione indebita.
L'operazione, denominata ''Black Fuel'', rientra nell'ambito della piu' vasta campagna di controlli nei confronti dei benzinai, sempre piu' sotto osservazione in seguito ai numerosi rincari degli ultimi mesi. Da inizio anno gli uomini della Guardia di Finanza hanno condotto 200 ispezioni, riscontrando un'altissima percentuale di irregolarita': il 47%. Vale a dire che quasi un distributore su due a Roma e provincia e' 'fuorilegge'.
Numerosi sono i casi che riguardano la mancata corrispondenza del prezzo esposto e quello effettivo all'erogazione. Ma tante sono anche le irregolarita' amministrative, come quelle messe in piedi da alcuni gestori della Capitale e che ha come perno l'operato di due addetti alla manutenzione delle colonnine. Erano loro, su diretta richiesta dei gestori, a manomettere gli impianti di erogazione.
E' stato proprio attraverso l'analisi dei tabulati telefonici dei due che gli agenti della Finanza sono riusciti a risalire alla rete di gestori che chiedevano direttamente il loro intervento, senza rispettare quanto previsto dalla legge che impone di contattare uno specifico consorzio per eventuali interventi di manutenzione. L'inchiesta 'Black Fuel' e' entrata nel vivo a fine 2010 dopo l'osservazione di un distributore sul Grande Raccordo Anulare che aveva una colonnina con la scritta 'fuori servizio'.
Nonostante l'avviso, pero', i dipendenti indirizzavano alcuni automobilisti verso l'impianto, assicurandosi che fossero disposti a pagare in contanti, per evitare la tracciabilita' dell'operazione tramite carte di credito o bancomat. Durante l'ispezione da parte degli agenti della Finanza, sono state riscontrate diverse anomalie tra la quantita' di benzina venduta e quella rimanente nei serbatoi. Discrepanze dovute all'intervento dei due tecnici che avevano il compito di manomettere i sigilli delle pompe di benzina e portare indietro il numeratore dei litri venduti.
Un sistema che ha consentito alle Fiamme Gialle di controllare a tappeto i distributori non solo di Roma, ma di tutte le province laziali. Le ispezioni condotte su 75 impianti hanno portato al sequestro di 22 colonnine e 52 pistole erogatrici, per un totale di 110mila litri di carburante 'evasi', pari ad un valore di oltre 200mila euro. Una truffa che ha tenuto impegnati gli investigatori oltre un anno ma che ora potrebbe portare alla luce altri tentativi di evasione.
Per questo gli uomini del Nucleo di polizia tributaria stanno continuando a tenere d'occhio distributori e gestori, al fine di smantellare una rete che – ammettono gli stessi finanzieri – ''potrebbe essere molto piu' ampia''.