ROMA – Bicarbonato per curare il cancro: medico sotto inchiesta per la morte di Luca Olivotto, deceduto a 27 anni dopo due giorni di questa terapia in un ospedale albanese. Il dottore ora sospeso, Tullio Simoncini, è accusato di omicidio colposo e abuso della professione medica.
Secondo la Procura di Roma, infatti, riferisce Michela Allegri sul Messaggero, ad uccidere Olivotto non fu il tumore, ma la dose massiccia di bicarbonato di sodio iniettata nelle sue vene da Simoncini, aiutato da un altro medico romano, anche lui sotto inchiesta con le stesse accuse del collega.
Simoncini deve rispondere anche di una seconda accusa: esercizio abusivo della professione medica. L’indagato era stato radiato dall’Ordine dei medici nel 2003. A quel punto, per continuare ad esercitare, si era trasferito a Tirana. Ma secondo gli inquirenti avrebbe visitato Luca a Roma.
Il Messaggero ricostruisce la vicenda.
“E’ il giugno del 2012 e a Luca Olivotto viene diagnosticato un tumore al cervello. Curiosando su internet, il ragazzo e i suoi genitori scoprono la terapia di Simoncini, che si presenta come uno specialista e offre una speranza che sembra concreta. La proposta dell’ex medico, che sostiene che il cancro sia una specie di fungo, è quella di contrastare il tumore attraverso la somministrazione per via endovenosa di una soluzione di bicarbonato. Il prezzo della prestazione è di circa 20 mila euro. Il 16 ottobre dello stesso anno, Luca arriva in Albania e viene ricoverato presso l‘Universal Hospital Group di Tirana. Simoncini, dopo poco tempo, inizia il trattamento affiancato da un anestesista italiano, ora indagato insieme a lui. La terapia, però, viene subito interrotta: Luca si sente male e le sue condizioni precipitano nel giro di due giorni. Nonostante il trasferimento d’urgenza in ospedale, il ragazzo muore. I consulenti della Procura non hanno dubbi: il decesso è stato provocato da un arresto cardiorespiratorio consecutivo ad una grave alcalosi metabolica da somministrazione endoarteriosa di bicarbonato”.