Era privo di sensi, riverso su un divano a poca distanza con una ferita lacero contusa alla testa. Quando stato svegliato è parso in stato confusionale. Dopo aver ammazzato la moglie colpendola ripetutamente mentre si trovava ancora a letto, ha provato a togliersi la vita con lo stesso martello, ma è riuscito a procurarsi solo un trauma che i medici dell’ospedale di Melzo hanno giudicato non preoccupante. Secondo i carabinieri alla base dell’omicidio c’è una crisi depressiva dell’uomo, testimoniata anche da alcuni conoscenti.
I due non avevano figli e nel loro appartamento al terzo piano ricevevano raramente visite. La donna potrebbe essere stata uccisa domenica o, al massimo, un paio di giorni fa, subito dopo l’ultimo contatto con i vicini. I primi accertamenti del medico legale non sono riusciti a stabilire con certezza l’ora del decesso, bisognerà attendere gli esiti dell’autopsia per avere un quadro più chiaro. Zorzolo, invece, è piantonato in ospedale con l’accusa di omicidio.
La vicenda ricorda quella avvenuta sabato 3 maggio a San Martino Siccomario (Pavia), dove Enrica Maria Calvi, infermiera di 58 anni, è stata ferita a martellate dal marito mentre dormiva. Il bollettino dell’ospedale dove è ricoverata annuncia che le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate e che la sua vita è appesa a un filo. In giornata la Calvi, infermiera alla Chirurgia pediatrica del San Matteo, è stata sottoposta un delicato intervento neurochirurgico che segue quello già eseguito sabato scorso subito dopo il ricovero.
Anche in questo caso l’aggressore è il marito, Giuseppino Sozzi, di 74 anni, infermiere in pensione, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari in una casa di riposo del Pavese in considerazione dell’età e dello stato psico-fisico. A spingerlo ad afferrare il martello sarebbe stata una profonda crisi depressiva, proprio come quella che ha colpito Mario Zorzolo.