MODENA – Non era presente in aula in Tribunale a Modena Nosheen Butt, la pachistana ventenne figlia e sorella dei condannati per l'omicidio di sua madre Shahnaz. E non c'erano donne pachistane, ha fatto notare qualcuno, ad assistere all'ultimo atto del processo che ha portato all' ergastolo per Khan Butt e alla condanna a vent'anni per suo figlio Umair. Ma non mancano reazioni alla sentenza, soprattutto dalla politica.
''Come speravamo, sono state confermate le richieste del pm – dichiara in una nota Souad Sbai (Pdl) – Nosheen Butt e la madre sono state vittime di una follia omicida che va estirpata alla radice. Questa sentenza e' il punto di svolta anche per i prossimi processi. Lo abbiamo urlato e denunciato fino alla nausea, questi non sono omicidi domestici ma palesemente culturali e religiosi, quindi come tali vanno trattati. Con la massima severita' e durezza possibile.
Se le cose oggi sono andate cosi', lo si deve all'intelligenza del giudice che ha voluto e saputo comprendere le richieste non solo del pm ma anche di chi chiede un taglio netto al permissivismo micidiale che rende possibile questi omicidi. L'impegno di Acmid, che e' parte civile al processo, e del precedente ministro per le Pari Opportunita' Mara Carfagna, ha permesso di dare il giusto spessore a un procedimento penale che doveva lasciare il segno. Ora, con la consapevolezza che il vento sta cambiando, andiamo verso il processo per Rachida Radi, uccisa a martellate dal marito a Brescello (Reggio Emilia) per confermare che in Italia, finche' le donne avranno voce, l'estremismo non vincera' mai''.
''Giustizia e' fatta – ribadisce Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati Pdl – L'ergastolo a Khan Butt e i 20 anni al figlio Umair sono la giusta pena. La tragedia di Novi di Modena e' stata compiuta da uomini che credono di avere il diritto di uccidere a sassate o torturare le proprie donne. Purtroppo la cronaca ci ricorda quotidianamente che la strada da percorrere e' ancora lunga. Solo pochi giorni fa, nel Reggiano, la marocchina Rachida Radi e' stata uccisa a martellate perche' si stava convertendo al cattolicesimo, ma non possiamo dimenticare Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone. Donne uccise perche' volevano essere libere. Con questa sentenza la nostra comunita' dice che stiamo dalla loro parte. Che sia di monito per tutti''.
Anche il consigliere comunale della Lega Nord a Novi di Modena, Federica Boccaletti, esprime ''soddisfazione per l'esito del processo. Le condanne odierne sono un segnale, da parte della giustizia, molto importante poiche' e' la dimostrazione che le nostre leggi sono sovrane e non possono essere sostituite da nessuna credenza legata a barbari retaggi culturali o religiosi''.
''Purtroppo – commenta l'on.Angelo Alessandri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia – tale condanna non restituira' la madre alla giovane Nosheen, ma e' un chiaro messaggio che certi estremismi non possono essere importati in casa nostra, dove il rispetto della vita umana e delle leggi non sono in discussione, e dunque e' un forte deterrente per chi ancora non l'ha capito. Mi auguro ora che la giustizia agisca con la stessa fermezza anche nei confronti dell'assassino di Rachida Radi''.
