MILANO, 19 LUG – ''Non ci sono elementi che indichino che il presidente del Consiglio fosse a conoscenza di questa vicenda''. Lo ha affermato l'avvocato del premier, Niccolo' Ghedini, spiegando ai cronisti la discussione che ha tenuto oggi davanti al gip di Milano Stefania Donadeo, che deve decidere se archiviare o meno la posizione di Berlusconi nella vicenda del 'passaggio di mano' dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della scalata alla Bnl.
Ora il giudice, che sciogliera' la riserva nei prossimi giorni, ha davanti a se' quattro ipotesi di decisione: accogliere la questione di competenza territoriale e mandare le carte a Monza; archiviare nel merito le accuse; ordinare al pm nuove indagini oppure ordinare al pm di formulare la richiesta di rinvio a giudizio.
Ghedini ha sostenuto che il gip, non avendo deciso oggi sulla questione di competenza territoriale sollevata dalla difesa, ''l'ha considerata assai complessa alla luce della discussione e degli approfondimenti e quindi merita di essere approfondita ancora''. Ghedini ha affermato che ''allo stato accuse non ce ne sono, perche' il pm stesso ha chiesto l'archiviazione''. E ha ribadito che il premier non era a conoscenza della presunta fuga di notizie relativa all'intercettazione che venne poi pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre 2005, causando numerose polemiche politiche.