OLBIA, 22 DIC – Omicidio volontario per mano di un killer che gli ha teso un agguato, o colposo, legato ad un tragico incidente di caccia: se quest’ultima ipotesi fosse confermata sarebbe la seconda vittima di oggi in Sardegna, proprio nel giorno in cui il Consiglio di Stato ha deciso la sospensione del calendario venatorio nell’Isola.
Regna ancora l’incertezza sulla morte di Domenico Molino, 57 anni, manutentore di un albergo a Puntaldia, a San Teodoro, trovato cadavere nel pomeriggio nelle campagne di Ovilo’, una frazione di Loiri San Paolo, in Gallura. Padre di tre figli, di cui uno, Daniele, 24 anni, e’ centrocampista dell’Alghero calcio, l’uomo e’ stato trovato oggi pomeriggio nel suo podere, riverso a terra, da alcuni amici con i quali aveva un appuntamento per una battuta di caccia al cinghiale. Non vedendolo per il pranzo, sono andati a cercarlo facendo la tragica scoperta. Molino e’ stato ucciso da una o piu’ fucilate al petto. Il medico legale Salvatore Lorenzoni non e’ ancora riuscito a stabilire l’ora esatta del decesso: bisognera’ aspettare l’autopsia, troppo rigide le temperature di questi giorni per una verifica immediata.
Secondo una prima ricostruzione, di prima mattina l’uomo si era recato nel suo podere a Ovilo’ per radunare i cani, farli salire sul fuoristrada e poi raggiungere il luogo pattuito per la caccia, non prima di aver incontrato gli amici di battuta per il pranzo. Ma appena sceso dalla macchina, sarebbe stato subito colpito all’addome da una fucilata a palla unica, arma in uso ai cacciatori per le prede di grossa taglia come i cinghiali. Sul sedile del Pick up i carabinieri – al lavoro anche gli esperti della Scientifica – hanno trovato il fucile della vittima: da quest’arma, pero’, non e’ stato esploso nessun colpo. Di qui l’ipotesi di un agguato: il killer potrebbe essersi appostato dietro uno dei tanti muretti a secco facendo fuoco sulla vittima predestinata. Ma la pista dell’incidente di caccia provocato da terzi non viene del tutto abbandonata. In queste ore gli amici cacciatori di Molino vengono interrogati in caserma a Olbia dal sostituto procuratore di Tempio Riccardo Rossi.
