URBINO, 4 AGO – Ha rivolto un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al ministro dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini la studentessa romana di 27 anni, Valentina Rovelli, che ha vinto e poi ''inspiegabilmente'' perso una borsa di dottorato in Scienze ambientali presso l'Universita' di Urbino, bandita con i finanziamenti della societa' Marche Multiservizi.
Il concorso e' stato parzialmente annullato dall'ateneo, che aveva chiesto alla Commissione giudicatrice di rivalutare tutte le prove: richiesta respinta dal presidente della Commissione, il prof. Achille Cappiello, sconcertato per quello che a suo avviso e' ''un grave abuso in un concorso pubblico'', tanto che l'universita' ha poi nominato una seconda commissione, che ha assegnato i medesimi punteggi ai vincitori, togliendo pero' a Valentina l'idoneita' alla borsa. ''Forse – ha detto Cappiello – perche' a vincere doveva essere qualcun altro''.
''In qualita' di giovane laureata – scrive Valentina al Capo dello Stato e al ministro – mi sono dovuta scontrare con la dura realta' del nostro Paese in cui, nonostante venga costantemente ribadita l'importanza della ricerca e dell'universita' come fondamenta su cui costruire il nostro futuro, e' diventato molto difficile veder riconosciuti i propri meriti e diritti, soprattutto in ambito accademico''. La ragazza ripercorre le tappe della sua formazione: laurea con 110 e lode in Biologia, due concorsi di dottorato vinti, la rinuncia obbligata a frequentarli perche' non erano sostenuti da borse di studio. Poi il concorso di Urbino, la gioia di aver ''finalmente coronato il mio sogno'', e la cocente disillusione finale per la borsa ''sparita. Mi sono sentita persa. Delusa. Impotente''.
Valentina ha fatto ricorso al Tar, che decidera' a settembre, ma nel frattempo spera che la vicenda meriti l'interesse di Napolitano e della Gelmini, ''perche' non e' a rischio solo la mia condizione di vincitrice con borsa ma un intero ciclo di dottorato, che potrebbe non essere mai attivato''.
