Lunedì prossimo, 7 dicembre, alle 16, al Jardin de l’Ange, presenterà il libro “Il fiore del male”, scritto con il giornalista Carlo Bonini (Tropea editore). Vallanzasca deve scontare una pena definitiva di 260 anni di carcere per sei omicidi, quattro sequestri di persona, innumerevoli rapine, scontri a fuoco, evasioni, sommosse carcerarie.
Attualmente si trova fuori dal carcere (e vi resterà almeno fino alla fine dell’anno) – come ha deciso il Tribunale di sorveglianza – in seguito a un delicato intervento chirurgico all’anca subito nel giugno scorso. È stato arrestato il 15 febbraio del 1977 e da quel giorno, a parte qualche periodo di libertà dopo le sue note evasioni, è detenuto.
Di lui scrive Bonini: «È nato bandito, è questo che sapeva fare, anche se oggi dovrebbe tornare libero, perchè non è più quello che è stato fino a 13 anni fa: ha chiuso col passato. E se si crede che il carcere debba anche rieducare, Vallanzasca merita di vivere il resto della sua vita fuori». E aggiunge: «È un uomo dalla personalità fortissima, con un talento innato: è vivace, ha immaginazione, è intelligente, svelto, intuitivo, ricettivo. Come dice lui, se fosse stato uno scienziato, avrebbe vinto il premio Nobel».