VENEZIA – C'era anche una ''tassa del marciapiede'' da pagare, 50 euro, per le lucciole dell'Est Europa controllate da una banda interetnica che gestiva la prostituzione nei centri balneari del veneziano. Un gruppo, capeggiato da un ex affiliato alla Mala del Brenta, che faceva affari anche con la droga, venduta pure ai ragazzini, e che oggi è stato smantellato dalla squadra mobile di Venezia.
Sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 delle quali eseguite. All'appello manca una coppia di ungheresi, ora ricercati dall'Interpol, che 'reclutavano' le ragazze nel loro Paese. Il blitz anti-prostituzione e' scattato all'alba, con 80 agenti di polizia impegnati nell'esecuzione delle ordinanze cautelari e in una decina di perquisizioni. Nell'inchiesta vi sono anche 12 indagati.
L'operazione è l'epilogo di un'indagine avviata la scorsa estate dalla squadra mobile veneziana, che aveva notato un aumento della prostituzione (sia in strada, che in appartamenti) e dello spaccio di droga tra Jesolo, Eraclea e il Cavallino.
A tirare le fila c'era una banda composta da italiani, romeni e magrebini, che reclutavano e portavano nel Nordest giovani ragazze della Romania, Ungheria, Estonia, Lettonia e Repubblica Ceca. Tutto era pianificato nel dettaglio: dai contatti con la malavita locale nei Paesi di provenienza delle lucciole, alla collocazione delle donne in alberghetti e appartamenti privati, grazie alla complicità di agenzie immobiliari, fino allo ''smistamento'' delle giovani sulla strada oppure nei locali notturni.
Per ogni ragazza sfruttata l'organizzazione pretendeva una 'tassa di stazionamento' di 50 euro. Denaro poi girato a Umberto Manfredi, 40 anni, di Jesolo, ritenuto elemento di spicco della malavita locale ed in rapporto con esponenti dell'ex Mala del Brenta. Solo con questi soldi l'uomo avrebbe incamerato alcune migliaia di euro al giorno.
Per chi non pagava la 'tassa del marciapiede' – la polizia l'ha documentato – c'erano raid punitivi, furti o rapine dei soldi guadagnati nella serata. Proprio all'aggressione ad una lucciola romena 18enne si deve l'avvio delle indagini, accelerate però dopo le pesanti minacce ad una sedicenne jesolana in ritardo con il pagamento della dose giornaliera di cocaina.
Lo spaccio di stupefacenti era infatti l'altro 'ramo d'azienda' della banda. La polizia era così intervenuta tutelando la ragazzina e mettendo a verbale le sue dichiarazioni. Gli agenti sono poi riusciti a chiudere il cerchio: a capo dell'organizzazione – secondo l'accusa – sarebbe stato Manfredi, legato per vincoli familiari a Silvano Maritan, ex braccio destro di Felice Maniero, capo della disciolta Mala del Brenta. Le altre tre ordinanze eseguite – essendo latitanti i due ungheresi – hanno portato in carcere un 20enne italiano, un romeno ed un tunisino.
