VENEZIA – La Procura della Repubblica di Venezia ha ipotizzato il reato di omissione di atti di ufficio ed ha aperto un fascicolo di indagine a carico dei vertici della polizia municipale per presunti scarsi controlli sul commercio ad opera dei cosiddetti vu’ cumprà. L’indagine è stata avviata dal Procuratore aggiunto Carlo Mastelloni che ha iscritto nel registro degli indagati il comandante dei vigili urbani e i suoi due vice, che avrebbero escluso ogni responsabilità.
”Parlano i numeri dell’attività svolta dalla polizia municipale e dalle altre forze di polizia”. Così il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni si è limitato a dire in relazione all’indagine avviata dalla Procura lagunare sull’attività della polizia municipale nel contrasto al commercio ambulante abusivo dei cosiddetti vu’ cumprà’. Orsoni ha detto di ”non voler commentare il
lavoro della magistratura” e di affidarsi ai dati.
Nelle rilevazioni del 2010, rese pubbliche in occasione dell’ultima festa della polizia municipale di Venezia, era emerso che i vigili, in collaborazione con carabinieri, finanzieri e poliziotti, avevano effettuato 2.705 servizi specifici per il contrasto al commercio abusivo. Complessivamente i vigili, nel 2010, hanno colpito 2.305 venditori con sanzioni o sequestrando loro la merce.
Complessivamente, intercettando la merce anche in magazzini, sono stati sequestrati 62.345 articoli di cui 12.053 di abbigliamento pelletteria e occhialeria non contraffatta e 9.577 con marchio falso. A questi si aggiungono altri 8.793 articoli di fioreria e 31.922 di vario tipo. Nel 2010 la merce sequestrata, rispetto al 2009, e’ aumentata del 3%.
Il Comune di Venezia difende dunque a spada tratta l’azione dei vigili urbani: ”Se la Procura della Repubblica vuole verificare l’azione di contrasto al commercio abusivo fatta dalla Polizia Municipale di Venezia verifichi pure – afferma il direttore generale del Comune, Marco Agostini, ex comandante dei vigili -, ma senza mettere in discussione la catena del comando di polizia municipale”. ”E se si vuole fare un confronto tra Venezia e Roma – prosegue Agostini -, si faccia pure: qui ci sono meno abusivi di altre citta’ italiane”.
Il dirigente comunale spiega che nonostante i 100 vigili urbani ‘persi’ negli ultimi tre anni ”sono stati garantiti servizi sempre crescenti: la polizia municipale di Venezia sta svolgendo egregiamente il suo compito di repressione. Certo bisogna pensare anche ad altre iniziative e ci stiamo muovendo in questa direzione, ma dobbiamo ricordare che vige anche il blocco delle assunzioni”.
Anche il vicesindaco, Sandro Simionato, si dice convinto che l’azione della Procura della Repubblica ”sara’ archiviata, anche perche’ – prosegue – non ritengo giuste le critiche agli agenti, sul campo quotidianamente a difesa di cittadini e ospiti. A confermarlo, ci sono dati inequivocabili che confermano un presidio territoriale totale. Ribadisco la piena fiducia al Comando, non escludendo che si siano verificati singoli episodi di segno contrario, ma inseriti in un contesto piu’ ampio di lavoro sistematico ed impegno profuso dai vigili”.