ROMA – Se vuoi vedere il film di Sergio Castellitto, “Venuto al mondo”, puoi andare ovviamente al cinema. Oppure puoi vederlo su uno schermo 19 pollici gentilmente messo a disposizione da Ntv sui treni Italo durante il viaggio. La novità è che le due cose accadono in contemporanea grazie a un accordo che supera la “finestra temporanea”, quella fascia di garanzia per cui un film appena uscito rimaneva per un certo periodo esclusiva pertinenza delle sale cinematografiche.
Ora, con un accordo tra Medusa e Ntv, quel film con Penelope Cruz è appunto in contemporanea nelle sale e nei vagoni di Italo. Una mossa di marketing che non piace però alle associazioni dell’esercizio cinematografico. Ovvero chi gestisce le sale, sigle come Anec, Acec e Fice.
Cosa temono? Non tanto l’anteprima sui treni, che di per sé non toglie chissà quanti spettatori alle sale. Quanto il fatto che l’esperimento Medusa-Ntv possa diventare un “pericoloso” precedente in cui i film saranno disponibili sempre in contemporanea con le sale, magari su internet dove già la pirateria fiacca da anni gli affari delle sale. Non tutti condividono la protesta delle associazioni, come si legge su Repubblica:
“La colpa della crisi dell’industria cinematografica è proprio nella miopia delle finestre temporali. Nella incapacità di guardare al futuro e nella mancanza di coraggio nello sperimentare nuovi modelli di distribuzione e di business”, accusa l’avvocato esperto di diritto online Guido Scorza, sui blog dell’Espresso 1. È d’accordo l’esperto di internet Stefano Quintarelli: “L’industria del cinema in Italia è saldamente aggrappato al secolo scorso”, dice, criticando la polemica delle sale contro Ntv.