TRIESTE, 1 AGO – Un turbante e' stato motivo di polemiche all'aeroporto Catullo di Verona. Il caso, che ricorda uno analogo avvenuto a Malpensa, ha riguardato il gruppo anglo-indiano dei Dhol Foundation, che proveniente da un concerto a Spilimbergo (Pordenone) ha lamentato controlli eccessivi, che pero' secondo le autorita' dell'aeroporto hanno seguito i normali protocolli.
"I componenti del gruppo e i loro accompagnatori – si legge in un comunicato degli organizzatori del Folkest Festival, a cui il gruppo aveva partecipato – sono stati oggetto di una esasperata perquisizione personale e letteralmente sequestrati fino alla partenza del volo. Secondo alcuni agenti della polizia aeroportuale il comportamento e l'aspetto dei pacifici musicisti della comunità sick era tale da costituire pericolo. In particolare, veniva avanzata la possibilità che i musicisti nascondessero proprio sotto il turbante esplosivo sufficiente per un attentato terroristico".
Secondo le autorita' dell'aeroporto, pero', si e' trattato di un normale controllo: "La normativa vigente è molto chiara sul tema della sicurezza – spiegano – definendo l'obbligatorieta' dei controlli. che sono effettuati sotto la supervisione della Polaria. Il personale addetto agisce secondo direttive impartite, nel rispetto del Programma Nazionali di Sicurezza e delle normative europee. Allo stesso tempo diventa sempre più importante tenere conto delle diverse sensibilita' in una societa' multiculturale dove proprio gli aeroporti diventano luogo emblematico. Per questo le Societa' di Gestione hanno predisposto, adiacente all'area dei controlli di sicurezza, uno spazio riservato, che consenta di svolgere i controlli necessari, nel rispetto della riservatezza".
Pochi minuti dopo l'episodio il leader della band, nota per le sue collaborazioni con Peter Gabriel, Johnny Kalsi, ha emesso un comunicato nel quale ha sottolineato come, "dopo aver donato al pubblico italiano tanto amore con la mia musica, sono stato trattato come un terrorista. Sono deluso e amareggiato, mi viene da chiedermi se e quando rimetterò piede in Italia".
