PALERMO – Chiuse le indagini sulla strage di via D’Amelio: la procura di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, in merito all’inchiesta nata dopo le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. Chiesta invece l’archiviazione per Maurizio Costa.
L’avviso di conclusione degli accertamenti è stato notificato ai boss Salvatore Madonia e Vittorio Tutino, difesi dall’avvocato Sinatra, e al collaboratore Spatuzza, accusati di strage. Per Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Francesco Andriotta e Calogero Pulci, pentiti delle alterne vicende, autori di un clamoroso depistaggio che portò alla condanna all’ergastolo di sette innocenti, l’accusa è invece di “calunnia aggravata dall’avere agevolato la mafia”.
Chiesta l’archiviazione per Maurizio Costa, il meccanico che avrebbe fatto degli interventi sulla 126 usata per l’esplosione. Per i pm non ci sarebbero gli elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
Resta invece aperta l’inchiesta sui poliziotti Mario Bo, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera che facevano parte del pool che coordinò l’indagine sulla strage e che avrebbero indotto i pentiti a fare le false dichiarazioni sugli organizzatori e sugli esecutori dell’attentato.