Via Poma, legale Cesaroni: "Simonetta uccisa due volte"

Roma – Anche la parte civile nel processo di via Poma ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado. Federica Mondani, che davanti alla corte d'Apello di Roma rappresenta la parte civile di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta uccisa con 29 coltellate il 7 agosto del 1990, ha incentrato il suo intervento ribattendo punto per punto alla super perizia. La penalista ha sostenuto che la super perizia ha alterato la realtà processuale. "Simonetta – ha detto l'avvocato – è stata uccisa una seconda volta. La famiglia vuole sapere la verità. Il delitto va inserito nell'ambito di un rapporto sentimentale tormentato, doloroso e conflittuale come emerge dalle 14 lettere indirizzate ad amiche e ad amici. Raniero voleva da lei solo sesso. Il loro rapporto era ormai in via di conclusione".

"A nome della famiglia – ha concluso la Mondani – rispetteremo qualsiasi decisione il collegio vorrà prendere anche se siamo convinti che la nuova perizia sia grossolana ed abbia alterato la realtà processuale". Poi ha accompagnato il suo intervento con la proiezione di fotografie che riguardano donne con il volto tumefatto perchè percosse dai loro uomini e corpi di donne uccise. La sequenza si è conclusa con il volto di Simonetta Cesaroni e con il pianto di un bambino. Il presidente della Corte ha commentato questa iniziativa dicendo "questo si poteva evitare. Non è un programma televisivo. Così si potrebbero influenzare i giudici popolari".

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Alessandro Avico