
Non un morso di Raniero Busco, ma la ferita di un fermacapelli. Il processo per l’omicidio di Simonetta Cesaroni, trovata accoltellata il 7 agosto 1990 nella sede dell’Associazione degli Ostelli della Gioventù a Roma ha subito oggi un nuovo ‘scossone’. L’esperto di odontologia forense, Emilio Nuzzolese, consulente della difesa di Raniero Busco – l’ex fidanzato di Simonetta sotto processo per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà – ha dato un’ipotesi ‘nuova’ per valutare una lesione trovata sul seno di Simonetta. Secondo i consulenti dell’accusa, la traccia è compatibile con i denti di Busco e con un morso; per Nuzzolese, invece, è compatibile anche con un fermacapelli rotto trovato sul luogo del delitto.
”Quella traccia – ha sostenuto Nuzzolese – non è sovrapponibile con la dentatura di Busco. Lancio l’ipotesi del fermacapelli rotto, perché esiste una compatibilità di misure tra i denti di plastica dell’oggetto e le lesioni sul capezzolo. La mia non è una difesa, ma una valutazione tecnica”.
