Via Poma, procura: “Busco è l’assassino, confermare condanna a 24 anni”

ROMA – Secondo l’accusa autore dell’omicidio di via Poma (che si è consumato ”in una unica azione omicidiaria”) e’ Raniero Busco perché ”non ha alcun alibi” per le ore (tra le 17 e le 19) in cui le perizie svolte hanno collocato l’omicidio. Secondo il pg, inoltre, Busco è un personaggio violento che in passato ”ha picchiato degli anziani e una vicina di casa, pronuncia oscenita’ alla cognata e tira in ballo tre suo amici come possibili autori dell’omicidio”. Per il pg Busco definisce ”normali, rapporti contraddistinti da violenza. Mi domando come una ragazza di buona famiglia, sensibile anche se un po’ ingenua, potesse stare con un personaggio così?”. Per questo l’accusa chiede la conferma della condanna in primo grado a 24 anni.

Alla base dell’omicidio, secondo il pg, la esasperazione di Busco alle continue richieste d’amore di Simonetta che ”ritroviamo – ha proseguito -anche nelle lettere che lei inviava alle amiche o scriveva nel suo diario”. La pubblica accusa ha, poi, ricostruito cronologicamente quanto avvenuto quel pomeriggio in via Poma.

”Era un incontro – ha affermato il pg – malinconico perché Busco, il giorno seguente sarebbe partito per le vacanze con suoi amici e senza Simonetta. La ragazza forse aveva vissuto quell’incontro come uno sfogo, come un tentativo di trattenere Busco”. La ragazza si spoglia, forse chiede gentilezza e tenerezza, ma questi aspetti ”non appartengono” all’imputato. Busco quindi si ”fionda addosso”e tenta di morderla al capezzolo. La ragazza, ”forse anche a causa del forte dolore”, si ”ritrae per tentare di sottrarsi” e lui la colpisce con un ”forte ceffone che la stordisce”. A quel punto l’uomo, secondo l’accusa, si pone a cavalcioni della ragazza e la colpisce con 29 coltellate.

”Chiedo la totale conferma della sentenza pronunciata in primo grado e in subordine, se la Corte dovesse decidere diversamente, che si riapra l’istruttoria e si proceda ad una perizia degna di tale nome”. Cosi’ il pg Alberto Cozzella nel processo d’appello per l’omicidio di via Poma chiede la conferma della condanna a 24 anni per Busco.

Nel corso della sua requisitoria, durata circa tre ore, il pg ha ricostruito tutte le fasi dell’omicidio avvenuto a Roma il 7 agosto del 1990 e ha contestato i risultati della perizia svolta dai consulenti del Corte d’assise d’Appello. In primo luogo per quanto riguarda la ferita sul capezzolo sinistro di Simonetta. Il pg ha pesantemente criticato le conclusioni a cui è giunto il perito, Corrado Cipolla D’Abruzzo, per il quale e’ ”un non senso pensare che queste due escoriazioni non possano dipendere da un morso”.

Il Pg ha, invece, ribadito che come dimostrato anche nel processo di primo grado, da tutti i consulenti, quelle ”lesioni sono esito di un morso” ed ”un fatto” che il Dna individuato sul corpetto e reggiseno della ragazza ”appartiene” all’ex fidanzato della Cesaroni ovvero Busco.   Il pg ha, poi, elogiato, il lavoro svolto in questi anni.

”Non è stato lasciato nulla di intentato, basti pensare alle 217 intercettazioni telefoniche e ambientali, ai 31 prelievi di campione biologico e ai confronti fatti con 40mila profili di dna contenuti nella banca data dei carabinieri del Ris”. Il magistrato ha, anche, chiesto alla corte di non lasciarsi influenzare, nel giudizio, dai fattori esterni. ”In questo processo ci sono una serie di fatti su cui non possiamo avanzare alcun dubbio – ha detto – ma ci sono tante, tante sfumature che dobbiamo saper cogliere”.

L’operaio Michele: “Ho 32 anni e non ho un futuro”. ”Sono Michele, ho 32 e non ho un futuro’: cosi’ un operaio dell’Alenia si e’ rivolto al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, durante l’assemblea in fabbrica. ”Quando l’ho vista piangere in tivu’ dopo l’allungamento dell’eta’ della pensione – ha detto Michele – ho pensato che finalmente c’era qualcuno diverso. Poi mi sono ricreduto”. Michele ha concluso il suo intervento ripetendo la frase iniziale. Alla fine dell’assemblea il ministro lo ha cercato per stringergli la mano e lo ha invitato ad avere fiducia. ”Io mi fido di lei”, ha risposto il lavoratore.

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luiss_vcontursi