Victor Menjivar, il racconto del figlio: “La camicia di papà rossa come il sangue della tigre”

Victor Hugo Menjivar Gomez

ROMA, 12 MAR – “Ho visto papà che si toglieva la camicia rossa come il sangue della tigre” racconta il  figlio di Victor Hugo Menjivar Gomez, il salvadoregno che ha ucciso la dominicana Libanny Mejia Lopez e il figlio Leandro di tre anni e mezzo lo scorso 4 marzo, a Milano.

Nel provvedimento firmato dal gip di Milano Elisabetta Meyer, su richiesta del pm Gianluca Prisco, sono riportati anche alcuni passaggi della testimonianza del figlio.

Nell’ordinanza, il giudice scrive che il bambino, “riferiva che dalla camera ove si trovava con l’amico” aveva sentito che “la mamma di Denzel (soprannome di Leandro) piangeva molto e urlava”.

“Anch’io mi sono messo a piangere e anche Denzel. Io chiamavo il mio papà, Denzel chiamava la sua mamma” racconta. Poi ha visto il padre che si toglieva la camicia dopo avere ucciso la dominicana e che quella camicia era, queste sempre le parole del piccolo, di “un colore rosso come il sangue della tigre”.

Il racconto del bambino, secondo il gip, rende “palpabile l’orrore della vicenda” e scolpisce “in maniera granitica, ben oltre le ammissioni dell’indagato, la gravità del quadro indiziario”.

Poi c’è il racconto, la testimonianza del soccorritore dell’ambulanza.

La cucina, ha spiegato l’operatore del 118, “era piena di sangue; ci siamo diretti verso il bagno e lì abbiamo trovato il corpo del bambino vestito con un pigiamino a maniche corte, era posizionato sul fianco sinistro (…) in posizione rannicchiata, con le mani raccolte sul petto come in posizione di difesa”.

La confessione di Victor Hugo Menjivar Gomez.

“Inizio a colpirla senza sosta anche per paura che dicesse a mia moglie che l’avevo baciata. Non ricordo quanti colpi le ho inferto. Devo premettere che quando mi ha visto con il coltello in mano mentre la minacciavo, si è completamente denudata offrendosi sessualmente. Io in quel momento, offuscato dall’alcol, capisco che è uno stratagemma per salvarsi la vita e che poi avrebbe sicuramente detto tutto a mia moglie, la inizio a colpire con il coltello sino a provocarne la morte”. Durante quei colpi, ha proseguito l’uomo, “la donna urlava e chiedeva aiuto e in quel momento ho anche sentito piangere i bimbi (…) Resomi conto che la donna era morta, ho trascinato il cadavere dietro il divano per evitare che i bimbi la vedessero. Temevo che i bambini avessero capito quanto successo, pertanto vado in stanza e prendo Denzel ma lui scappa e io lo inseguo. Una volta raggiunto – ha concluso – lo blocco e inizio a colpirlo con il coltello, finché non capisco che è morto”.

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Gianluca Pace