PALERMO – Il tribunale di Palermo ha assolto, con la formula perche' il fatto non sussiste, l'ex primario della Rianimazione del Civico Mario Re finito sotto processo con l'accusa di abuso d'ufficio per avere negato a una donna di poter vedere, per un mese intero, il figlio in coma: il pm, pur stigmatizzando duramente le sue condotte, aveva chiesto l'assoluzione del medico. La vicenda e' accaduta tra aprile e maggio del 2006 quando Flavio Beninati fu ricoverato al Civico in coma dopo una brutta caduta dalle scale. La madre, l'avvocato Carla Garofalo, piu' volte chiese al primario il permesso di vedere il ragazzo, che mori' poi il 14 maggio.
Con toni arroganti, secondo il racconto della donna, il medico le rispose di no sostenendo che nel reparto di Rianimazione non potevano svolgersi visite e dicendole: ''Ora ci pensa alla salute di suo figlio?''. Re era difeso dall'avvocato Ugo Castagna. Ai familiari di un altro ragazzo, pero', il figlio del deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante lo stesso medico consenti' la visita al ragazzo in coma nel suo reparto dopo un incidente stradale. Un favoritismo inaccettabile, secondo il pm, ma non tale da concretizzarsi in un reato.