Vietti: “Processi lunghi? Colpa della prescrizione facile”

BRUXELLES – Non e’ con l’ipotesi di amnistia, ma con una riforma del processo penale ed in particolare della prescrizione ”facile” che si puo’ arrivare a sfoltire il carico dei processi penali pendenti e imprimere una accelerazione alla giustizia penale in Italia. ”Bisogna interrogarsi se i processi si prescrivono perche’ sono troppo lunghi o se i processi sono troppo lunghi perche’ si prescrivono troppo facilmente” ha detto Michele Vietti rispondendo ai giornalisti durante una visita al Parlamento Ue a Bruxelles.

A chi chiedeva come superare l’enorme arretrato senza ricorrere all’amnistia, Vietti ha risposto ricordando che per questa serve ”una maggioranza particolarmente qualificata in Parlamento e non so se ci sono le condizioni politiche per raggiungerla”.

Per il vicepresidente del Csm, invece, si deve ”intervenire in modo strutturale sul processo penale” che, da quando e’ stato introdotto il sistema accusatorio, non ha portato alla riduzione sperata dei processi in aula. Laddove all’estero, ha osservato Vietti, il sistema accusatorio ”va a dibattimento circa il 5% dei processi, da noi ci va il 95%”. Quindi ”bisogna assolutamente rivalutare i riti alternativi che portino una percentuale molto piu’ rilevante del contenzioso penale fuori dal processo”.

In questa ottica ”va modificato il nostro sistema della prescrizione”, che ogni anno in Italia ”fa morire 169.000 processi” e quindi, secondo Vietti, ”induce gli imputati a chiedere il dibattimento” per ”conseguire il risultato della prescrizione” che in realta’ ”non e’ nell’interesse” dell’imputato, che dovrebbe vedersi riconosciuta l’innocenza, ne’ dello Stato e delle parti lese.

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