Roma, si dimette il capo dei vigili urbani dopo inchiesta di Report. Accuse alla Raggi: "Non mi è stata vicina" (foto Ansa)
Vigili Roma in lotta dura e senza paura. Minacciano sciopero e mica di un giorno. Una settimana, forse due. Uno sciopero furibondo e indignato, uno sciopero e una lotta contro un nemico oppressore che ha un nome: rotazione.
Rotazione, cioè cambiare ogni tanto il quartiere assegnato. Cambiare i negozi e le vie commerciali e i cantieri che si controllano. Ruotare negli uffici che rilasciano o negano autorizzazioni e permessi. No, questo no. Questo i Vigili di Roma (dizione ufficiale: Roma Capitale) non lo tollerano e preparano sciopero e barricate sotto la bandiera: no ruoteran!
Non vogliono ruotare strade e incarichi, quartieri e pratiche i Vigili di Roma Capitale. Trovano intollerabile quello cui si sottopongono perfino i politici che almeno ogni quattro anni ruotano un po’. Ruotano i presidenti ei capi di Stato, ruotano i manager, ruotano gli allenatori di calcio, ruotano i migranti, ruota in basso e in alto la ruota della vita, ma i Vigili di Roma no. A farli ruotare infatti finora nessuno è mai riuscito.
Avvinti ai loro quartieri e strade e tali vogliono restare. Per pigrizia forse. Fare altro percorso, dismettere abitudini…Forse per affetto, si sono affezionati a strade, vetrine, negozianti, abitanti. O forse, a pensare male…
Avvinti e radicati ai loro feudi. Feudi, territori stabili e fissi in cui fissi e stabili sono relazioni, rapporti ed eventualmente favori e vantaggi ed eventuali mazzette. Ma al solo accennarlo i Vigili di Roma Capitale si offendono. Si offendono, minacciano sciopero, cercano solidarietà promettendo letteralmente settimane senza multe. Slogan: lasceremo a casa orologi e penne. Però di ruotare non se ne parla, ci deve essere qualcosa di molto forte che tiene i Vigili di Roma Capitale legati alla proprie strade, quartieri, saracinesche, vetrine, cantieri, banchi di ambulanti. Qualcosa di più di una ragione di principio, che sia amore?