Vigilopoli, nuove denunce. "Chiedevano soldi"

ROMA – Il racket delle licenze ''non esiste'', ci sono solo ''casi isolati'' di corruzione. Era questo l'umore che si respirava al termine di un vertice, voluto proprio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e al quale hanno partecipato il prefetto, rappresentatnti dei commercianti e delle forze dell'ordine.

Ma intanto ci sono nuove denunce contro vigili urbani di Roma. Sono arrivate in procura in questi giorni e non vengono solo da titolari di esercizi commerciali: in esse si attribuiscono ad appartenenti della polizia municipale attivita' illecite, in particolare richieste di denaro per la definizione di pratiche amministrative.

Le nuove denunce sono al vaglio dei pm Laura Condemi ed Ilaria Calo', che hanno gia' indagato cinque vigili del I Gruppo per concussione ai danni del proprietario di un'enoteca di Trastevere, Paolo Bernabei.

L'inchiesta dovrebbe vedere l'audizione in settimana, tra gli altri, del comandante della Municipale Angelo Giuliani. Il presidente del I Municipio-centro storico Orlando Corsetti, da una sua denuncia e' partito il filone d'indagine sul mercato parallelo delle licenze commerciali, si era presentato ieri in procura spontaneamente, ma non e' stato sentito.

Ma non tutti sono d'accordo sulla non esistenza di una sorta di racket. "Sono tanti i modi di imporre la legge del racket,tanti i metodi per taglieggiare i commercianti. Il pizzo, la tangente è il metodo più semplice e ovvio ma il racket usa anche altri stratagemmi come ad esempio imporre ditte e dipendenti", dice Bianca La Rocca portavoce di Sos Impresa l'associazione antiabusi di Confesercenti.

Intanto le autorita' di Roma si impegnano con le associazioni dei commercianti a trovare procedure che evitino ogni rischio di corruzione. Dalla riunione in prefettura tra sindaco, prefetto e imprenditori e' emersa l'idea di un protocollo per semplificare le regole e ''impedire intermediazioni confuse e magari illegali''.

Inoltre, proposto uno sportello antiracket a cui commercianti e artigiani possano denunciare eventuali abusi. All'incontro ha partecipato, tra i rappresentanti delle forze dell'ordine, anche il comandante Giuliani. Durante la riunione e dopo ci sono state dichiarazioni di sostegno al corpo della municipale. ''Da parte di tutte le organizzazioni del commercio c'e' stata una testimonianza in favore della polizia municipale – ha detto il sindaco Gianni Alemanno – e la negazione dell'esistenza di un clima di corruzione o di mancanza di rispetto delle regole''. Di conseguenza, Giuliani ''resta al suo posto'', ha ribadito.

''La certezza e' che non c'e' un fenomeno di corruzione diffusa, non c'e' alcun sistema ma un singolo episodio'', ha detto il prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha esortato nel caso a rivolgersi alle forze dell'ordine o alla magistratura. ''Non esiste una rete sistematica di racket che coinvolge commercianti e polizia municipale'', ha detto il presidente di Confcommercio Roma Giuseppe Roscioli. Sulla stessa linea il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi.

''Il protocollo che faremo nei prossimi giorni – ha aggiunto Roscioli – servira' a scrivere regole certe, chiare e trasparenti''. D'accordo anche il numero uno degli artigiani Cna Lorenzo Tagliavanti. ''Questo racket non c'e'. Ci sono fatti episodici che vanno colpiti ed estirpati'', secondo il presidente di Confesercenti Roma Valter Giammaria. Ma per Sos Impresa, ''il racket c'e' eccome, lo dimostra il lavoro del nostro sportello: a Roma 5.000 commercianti sono sotto estorsione''.

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Daniela Lauria