VILLARICCA (NAPOLI), 7 MAG – Secondo quanto si apprende Michele Perrotta, il poliziotto in pensione fermato lunedì dai suoi colleghi perché indiziato di aver ucciso la compagna di 36 anni, Alessandra Cobeddo, era da tempo in uno stato di depressione. Tra qualche giorni, come raccontano alcuni vicini, avrebbe dovuto ricevere il responso di alcune esami diagnostici. Perrotta, originario di Marano e arruolatosi in polizia nel 1978 (aveva svolto gran parte della sua carriera a Roma), con una separazione alle spalle, temeva di essere affetto da una grave malattia. E per questo era in profonda angoscia.
L'uomo, assistito dall'avvocato Carlo Carandente Giarrusso, si trova ancora negli uffici del commissariato di polizia di Giugliano dove viene sentito gia' da alcune ore sia dagli investigatori del commissariato di Giugliano che dal sostituto procuratore di turno.
Intanto, alcuni familiari si sono presi cura della figlia della coppia. La piccola era stata accompagnata, come ogni giorno dal padre, nella vicina scuola elementare. Poi l'uomo ha fatto ritorno a casa dove, secondo la ricostruzione della polizia, si e' consumata la tragedia.
