ANCONA, 8 MAR – Violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e, in parte gia' ridimensionate, tentata violenza e induzione alla prostituzione nei confronti di una minorenne.
E' il ventaglio di ipotesi di reato prospettato in un'inchiesta condotta dalla polizia e coordinata dal pm di Ancona Valeria Sottosanti. Al centro della vicenda una ragazza, oggi sedicenne, ma di appena dieci anni all'epoca dei fatti, cominciati nel 2004 e andati avanti fino al 2006. Indagati sono la madre e il suo convivente (per maltrattamenti in famiglia e
lei anche per induzione alla prostituzione), lo zio paterno che avrebbe costretto la ragazzina a subire atti di libidine e il padre, accusato di tentata violenza sessuale. I genitori hanno perso la potesta' genitoriale da tempo e la ragazzina vive ora in una comunita', cosi' come un fratello piu' piccolo. Gli abusi sono venuti fuori dopo che la ragazzina era uscita dall'ambiente familiare e si era confidata con le persone a cui era stata affidata. Una storia molto complessa che la stessa ragazza, assistita dall'avv. Claudia Vece e rappresentata da un tutore, avv. Annavittoria Banzi, ha raccontato ad una psicologa durante un colloquio protetto in incidente probatorio.
Pm, gip, i legali dell'adolescente e quelli dello zio e del padre, avv. Giorgio Rossetti, e della madre e del patrigno, avv. Massimo Canonico, hanno seguito da un'altra stanza, attraverso uno specchio trasparente e dicendo via auricolare alla psicologa le domande da fare. La giovanissima avrebbe ''sorvolato'' sulle accuse alla madre e al padre, confermando almeno in parte quelle di maltrattamenti per il patrigno e di violenza sessuale per lo zio. Sarebbe invece completamente caduta l'accusa di induzione alla prostituzione. Si tratta comunque di ipotesi che hanno bisogno di ulteriori riscontri. Unica certezza, la vicenda e' maturata in un ambiente di estremo degrado sociale. ''Come mai – si chiede l'avv. Banzi – nessuno si e' accorto prima di quanto stava succedendo? Bisogna fare piu' prevenzione''.