VITERBO, 27 SET – ''In base ai risultati di un'analisi commissionata a un laboratorio privato, i valori di arsenico nell'acqua del carcere Mammagialla di Viterbo sarebbero di oltre due volte superiori al limite massimo consentito dalla legge''. E' un passaggio della lettera inviata dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni al sindaco di Viterbo Giulio Marini e al direttore della casa circondariale.
La presenza di elevati valori di arsenico nell'acqua utilizzata dai circa 750 detenuti di Mammagialla era stata denunciata dallo stesso Garante all'inizio del mese. Il gestore idrico della provincia di Viterbo, Talete Spa, aveva replicato sostenendo che i valori di arsenico erano compresi tra gli 11 e i 20 microgrammi al litro, cioe' nei limiti previsti dalla deroga accordata nel 2011 alla Regione Lazio dall'Unione Europea.
''Il 24 settembre scorso – spiega Marroni – abbiamo effettuato un prelievo nell'acquedotto che fornisce il carcere e dai risultati delle analisi e' risultato che il contenuto d'arsenico e' di 43,09 milligrammi/litro, a fronte dei 20 milligrammi/litro previsti dalla deroga accordata al Lazio''.
Il garante conclude invitando il sindaco di Viterbo ''a valutare con estrema prudenza il risultato delle analisi, installando distributori di acqua depurata, a tutela della salute dei detenuti e delle persone che lavorano a Mammagialla''.
