TRENTO – Lettere scritte giorni fa, spedite, e ora arrivate, al padre di Lucia Bellucci e all’ex marito della donna. E’ una delle mosse di Vittorio Ciccolini, l’avvocato accusato di aver ucciso la sue ex fidanzata, 31 anni, e di averne occultato il corpo per qualche giorno all’interno della sua auto. Nelle due lettere Ciccolini avrebbe in qualche modo adombrato l’intenzione di compiere il delitto: dapprima – infatti – parlava dell’ ”omicidio morale” che riteneva di avere subito per il rifiuto della giovane donna a tornare con lui e poi, però, v’erano quelle che gli inquirenti giudicano delle vere e proprie minacce rivolte a Lucia.
Non solo. Nelle lettere, ora consegnate ai carabinieri, sembra che Ciccolini abbia messo in dubbio la moralità, la condotta, della ex compagna. Motivo per cui, già ieri, l’avvocato della famiglia Bellucci aveva denunciato il “tentativo di screditare la figura di Lucia”. Le due lettere potrebbero minare la tesi della difesa secondo cui non si è trattato di un omicidio premeditato.