
ROMA – In Italia i veicoli del gruppo Volkswagen equipaggiati con motori Diesel EA 189 che saranno richiamati crescono a 709.712 unità. Lo comunica Volkswagen Italia precisando che la differenza rispetto ai dati precedenti è dovuta all’inclusione di tutti i veicoli con motore EA 189, indipendentemente dallo standard di emissioni.
I richiami aggiornati riguardano: 385.694 Volkswagen, 231.729 Audi, 35.343 Seat, 39.598 Skoda, 17.348 Volkswagen Veicoli Commerciali. Nella precedente comunicazione i veicoli indicati da Volkswagen Italia erano 645.458 unità, suddivisi in 361.432 Volkswagen, 197.421 Audi, 35.348 Seat, 38.966 Skoda e 15.291 Volkswagen Veicoli Commerciali. Sono quindi interessati al richiamo 64.254 veicoli in più.
Ma, come spiega Repubblica, il numero dei richiami potrebbe crescere ancora. E riguardare anche altre categorie di motori:
Si potrebbe allargare lo scandalo Volkswagen: anche versioni precedenti del motore EA189 potrebbero infatti essere coinvolte dalle manipolazioni dei dati antismog. Nel mirino del colosso di Wolfsburg ci sono anche i motori EA288 euro 5 (utilizzata a partire dal 2012), mentre sono esclusi gli euro 6. La conferma arriva direttamente dalla Vw all’indomani dell’annuncio che il gruppo tedesco potrebbe aver bisogno di più dei 6,5 miliardi di euro stimati per coprire i costi dello scandalo sulle false emissioni.
L’amministratore delegato Matthias Mueller, infatti, ha spiegato che “i 6,5 miliardi serviranno per i recall”, cioè i richiami per eliminare il software responsabile di manomettere i test. “Posso solo speculare sulla necessità di reperire altre riserve – aggiunge -. Se dovesse esserci un cambiamento nei volumi di vendita reagiremo rapidamente”. Già in passato, molti analisti avevano notato che i costi per lo scandalo sarebbero stati superiori, soprattutto considerando le possibili sanzioni e le difficoltà tecniche del richiamo e della sostituzione di software, senza intaccare le performance.
