LODI – Walter Visigalli è pentito e deluso dalla mano bionica che prometteva di farlo tornare ad una vita “normale”: “Speravo migliorasse la mia vita, invece l’ha peggiorata”, ha detto a Paolo Berizzi di Repubblica. Tanto che lui, primo trapiantato alla mano del mondo, ha deciso di restituire l’arto artificiale all’ospedale San Gerardo di Monza.
La mano, una protesi ricaricabile in lega di carbonio e titano rivestita di silicone, ha dei sensori che vengono collegati ai tendini del braccio. Le dita si muovono in base ad un motore all’interno dell’arto. Ma è andata altrimenti.
Berizzi ricostruisce la storia di Visigalli:
48 anni, impiegato alla Mapei di Mediglia, Walter è stato il primo trapiantato di mano in Italia (anno 2000). La sua se l’è portata via una trebbiatrice quando adolescente lavorava nei campi. È l’inizio di un’odissea. Di una fama di cui il nostro avrebbe fatto volentieri a meno. Visigalli accetta di diventare il primo uomo europeo dotato di mano bionica e lo scorso novembre si opera. Non è che ami i record: è che, 13 anni dopo il primo trapianto eseguito dal chirurgo Marco Lanzetta, quest’estate la mano destra ricevuta da un quarantenne deceduto a Trento inizia a dare problemi. A due mesi dai primi sintomi del rigetto, Lanzetta è costretto a amputare la mano. È il 25 giugno. Come nel 2000: reparto di Chirurgia plastica della mano del San Gerardo di Monza.
(…) Visigalli inizia la nuova sfida: impugnare, scrivere, tagliare, guidare, accarezzare, lavorare, insomma vivere con una mano automatica. La prima applicata in Europa. «Ha iniziato subito a dare problemi. Problemi tecnici di chiusura della mano. Mi avevano avvisato che con le vibrazioni si chiudeva. Ma c’era un problema disensori: andavano regolati. Sballavano… la mano si chiudeva di scatto, stringendo forte la presa…», dice lui.
Da Mulazzano, il paese del lodigiano dove vivono, i coniugi Visigalli fanno la spola quattro volte con Santarcangelo di Romagnadove ha sede la ditta che produce la super-mano. (…) «L’altro giorno sono arrivato al culmine…».
Così Visigalli ha deciso di rimuovere la mano. E lui si dice pentito di averla messa. “Tornassi indietro non lo farei più”. Forse tornerà a farsi mettere la protesi che aveva prima del trapianto: una protesi fissa, solo estetica. Ma per lui migliore.